Gravidanza senza stress: 10 consigli

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Dalle ecografie allo sport, dai vaccini alla anestesia: ecco dieci consigli per vivere la gravidanza senza stress. Arrivano da Giovanni Scambia, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), che ne ha parlato con Tiziana Moriconi di Repubblica.

  1. Acido folico. L’integrazione con acido folico è sempre raccomandata per le donne che programmano una gravidanza, e si aggiunge ad una alimentazione equilibrata, ricca di verdura (in particolare spinaci, indivia, carciofi, bieta, cavoli e broccoli), frutta (soprattutto agrumi). Oltre a tutto questo il consiglio è di assumere regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti nel bambino. L’assunzione deve cominciare almeno un mese prima del concepimento e continuare per tutto il primo trimestre.
  2. Diagnosi prenatale. Villocentesi amniocentesi e altri esami di diagnosi o screening prenatale sono consigliati (ma non obbligatori) quando la madre ha superato i 35 anni. Ma la decisione spetta alla coppia, che deve essere messa al corrente dei rischi e della sensibilità dei differenti tipi di tecniche.
  3. Ecografie. Nelle gravidanze considerate a basso rischio è prevista una ecografia ogni trimestre. Complessivamente, quindi, ne bastano tre.
  4. Sport. Durante la gravidanza non solo non è vietato praticare lo sport, ma è consigliato. Un’attività fisica di moderata intensità aiuta a non aumentare di peso e a mantenere la postura corretta. Da evitare, però, gli sport da contatto, quelli che prevedono uno sforzo anaerobico e le immersioni.
  5. Stare a letto. Non serve. Nemmeno se si tratta di gravidanze complicate, anche se spesso viene consigliato per tranquillizzare le donne, spiega Scambia a Repubblica.
  6. Vaccini. Alcuni possono essere fatti durante la gravidanza, altri sono invece sconsigliati. Prima di tutto va valutato il reale rischio di contagio e di esposizione di ogni persona, perché i benefici della protezione devono essere superiori ai rischi.
  7. Induzione del parto. L’induzione del parto nelle settimane che precedono il termine naturale della gravidanza è indicata quando continuare la gravidanza comporta un rischio per la salute della madre o del feto, o se l’età materna è avanzata. Ma bisogna valutare caso per caso.
  8. Episiotomia. Sconsigliata. È dimostrato che l’episiotomia (il taglio di vagina e del perineo) non riduce le lacerazioni maggiori durante il parto, quindi questa pratica va assolutamente abbandonata, dice Scambia.
  9. Registrazione della frequenza cardiaca fetale durante il travaglio. Di norma viene effettuata ad intermittenza, per consentire la maggiore mobilità possibile alla donna. Il tipo di sorveglianza, però, deve essere valutato caso per caso.
  10. Anestesia epidurale. E’ un diritto delle donne, che ne possono fare richiesta. Spesso, però, durante il travaglio viene detto che è “troppo tardi” perché la dilatazione è avanzata e non viene eseguita. In realtà, non esiste un tempo limite sulla base della dilatazione. Se il livello della testa del feto rispetto al bacino lo consente, si può ricorrere all’epidurale anche quando la dilatazione è molto avanzata. La donna deve però essere informata del fatto che, a parità di rischi per questa procedura, l’efficacia potrebbe essere inferiore.

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