Spaghetti con la” mollica “e le acciughe

Spaghetti con la” mollica “e le acciughe

Un piatto semplice della tradizione siciliana che fa concorrenza ai classici spaghetti aglio e olio che tutti abbiamo mangiato e che abbiamo propinato agli amici in situazioni d’emergenza culinaria.
Ovviamente in Sicilia tutto diventa più ridondante ed elaborato, ma solo in apparenza ed è  sintomo di povertà atavica, insomma tutto per fare apparire un piatto povero più “altolocato” e come direbbero a Napoli ”ppe cumparè”…. Non abbiate timore per la quantità d’aglio e di prezzemolo che si usa per il condimento, provate questa ricetta e vi stupirete perchè non si sentiranno nemmeno…sopratutto, durante la digestione.
Dosi (abbondanti)per quattro persone :

Spaghetti n°5 g.500 costo € 0,70
pomodorini ciliegini (pachino, meloncini, casalini) g. 500 costo € 2,30
4 teste d’aglio costo € 4,00
acciughe ( sottolio o sotto sale ) g.100 € 1,50
pangrattato g.100, 1 peperoncino, prezzemolo g.300, olio costo € 0,50

Kal pro capite 400          costo totale € 9,00

Preparazione:

Mettete a bollire l’acqua per la pasta e ” calateci ” gli spaghetti con tempi di cottura inferiori di un minuto a quelli indicati nella cofezione.Nel frattempo preparerete il condimento, ovvero il tutto sarà pronto in 10 minurti al massimo.
In una padella capiente mettere  dell’olio evo e del peperoncino e tutti gli spicchi d’aglio precedentemente pelati.                              Un segreto per pelarli subito è  di metterli a mollo in acqua calda per un minuto, io dopo averli ben lavati li metto a mollo con un colapasta a imbuto nella stessa acqua di bollitura della pasta.                                                                                                                                          A fuoco lento schiacciate con una forchetta tutto l’aglio finchè non diverra quasi una crema, poi aggiungete le acciughe tagliate a pezzettini (se sottosale ben lavate e spurgate del sale) ed in ultimo i pomodorini fatti a pezzettini piccoli, che dovranno rimanere però quasi crudi.                                                                                                                                                                                                                                   In un altro padellino inaderente mettete un filo d’olio evo e un po’ di acciuga che scioglierete a fuoco lento, poi fatevi tostare il pangrattato fin quando non diventa color miele intenso.                                                                                                                                                   Per il pagtattato, vi consiglio, se potete, fatelo in casa con un multiquik, usando pane casereccio raffermo e levando la crosta di sotto, perchè troppo cotta ,tritandolo poi molto grossolaneamente . In alternativa potere usare anche del pane in cassetta o fresco abbrustolito un po’ nel tostapane. Il segreto è sempre quello di non tritarlo fine, come quello che si trova in commercio usualmente, cosi che darà un sapore di rustico in più e una sensazione di croccante, che i veri buongustai adorano.                           In ultimo tritate tutto il prezzemolo finemente con una meza luna, io trito anche parte del gambo, il chè darà più sapore.       Pronti gli spaghetti, scolateli al dente e mantecateli al salto nella padella con l’intinglolo di aglio, pomodorini e acciughe, poi a fuoco spento mischiatevi il prezzemolo.                                                                                                                                                                        Impiattate a “nido”, ovvero, come ho già scritto più volte, formando un cono di spaghetti, arrotolandoli con un forchettone dentro un mestolo e disponendoli sul piatto a forma di cono.                                                                                                                                       Servite la “mollica” (il pangrattato abrustolito all’odor di acciuga) in una cuccuma a parte, affinchè i commensali se ne servano per condire a piacimento ulteriormente gli spaghetti a mo’ di formaggio grattuggiato, che peraltro qualcuno aggiunge pure , ovviamente pecorino o caciocavallo stravecchio.
Come vino un’Insolia fresco, d’estate o un Nero d’Avola, quando l’aria rinfresca, questo è un piatto che nasce “dei poveri”, che purtroppo lo sono in tutte le stagioni.

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