curiosità

Studio norvegese: i cani rilevano il petrolio anche a 10 km di distanza

New York – Il migliore amico dell'uomo potrebbe diventare ancora più utile e amato: uno studio del gruppo di ricercatori norvegese Sintef ha dimostrato che i cani hanno l'abilità di rilevare la presenza di petrolio, anche se si trova sotto terra. La ricerca è stata commissionata da sei tra le più grandi compagnie petrolifere per testare la capacità dei cani di avvertire la presenza dell'oro nero nell'arcipelago di Svalbard, in vista delle trivellazioni artiche in programma a giugno. La Sintef ha riportato risultati "migliori del previsto" con border collie e bassotti capaci di individuare la presenza e le dimensioni di giacimenti, a seguito di un'intensa preparazione presso il Dog Training Institute diretto da Turid Buvik. "L'addestramento è sistematico. Si usano gli stessi metodi adoperati per insegnare ai cani a individuare bombe o droghe", ha detto alla stampa Buvik. "Insegniamo loro – ha aggiunto – a trovare una sostanza a distanze sempre maggiori.

I risultati dimostrano che queste razze possono individuare la presenza di petrolio anche se si trovano a cinque-dieci chilometri di distanza". Gli spostamenti dei cani sono intercettati tramite dispositivi gps e gli addestramenti durano fino a tre anni. I cani devono avere un temperamento calmo e stabile, perchè sono costretti a lavorare in condizioni ostili e per lungo tempo. Secondo i ricercatori, l'utilizzo dei cani è più conveniente economicamente rispetto all'uso di radar per trovare il petrolio, ma diverse compagnie sono restie all'innovazionde perchè non sono realmente interessate a trovare tutti i giacimenti.

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