Le Icone di Hollywood a Roma-FOTO

Scostumista-Le Icone di Hollywood a Roma. Oggi al Palazzo delle Esposizioni inaugua la mostra “Hollywood Icons. Fotografie dalla Fondazione John Kobal“.

Oltre 160 ritratti dalle leggende del muto (Charlie Chaplin, Mary Pickford…); ai primi interpreti dei film sonori (Joan Crawford, Marlene Dietrich, Clark Gable, Cary Grant…); fino alle star del dopoguerra (Marilyn Monroe, Marlon Brando, Paul Newman, Sophia Loren…).

John Kobal fu un appassionato di cinema fin da bambino, il suo primo incontro con una star di Hollywood avvenne quando aveva 17 anni; venuto a sapere che Marlene Dietrich avrebbe avuto un concerto a Montreal si mise su un autobus e riuscì ad entrare al concerto nonostante i biglietti fossero sold-out, finito il concerto si intrufolò dietro le quinte e gridò in tedesco: “Marlene ti amo!”, la diva incuriosita si avvicina al giovane fan e sbalordita di quante cose John sapesse sul suo conto  lo porta con sé  ad un party e successivamente, intenerita dal ragazzino che non aveva neanche dove andare a dormire gli concede di addormentarsi sul divano nella sua suite.

Il considerevole interesse che John Kabal aveva per il cinema lo portò ad avere una breve carriera di attore, seguita da quella di giornalista, negli anni ’60, con il fallimento dei principali studi cinematografici di Hollywood, mentre questi gettavano al macero gli archivi fotografici, Kobal li raccolse e ben presto si trasformò in un’autorevole fonte di materiale hollywoodiano, poco dopo i maggiori editori divennero suoi assidui clienti, e grazie a questa sua grande passione possiamo ora ammirare in questa mostra le stampe originali dei più importanti ritratti dei divi.

“Hollywood Icons”, attraverso i ritratti degli attori di Hollywood, svela le figure di quei fotografi di scena che, agendo dietro le quinte, produssero immagini glamour rivelatasi essenziali per la creazione delle stelle del cinema e per la promozione delle pellicole.

Otto studi dominavano il mercato: Paramount, Columbia, MGM, 20TH Century, Warner Brothers, RKO, United Artists e Universal. Ogni studio contrattualizzava un certo numero di attori, molti di loro entravano come comuni mortali per essere trasformati in vere e proprie icone, ma la carriera delle star era interamente gestita dallo studio cinematografico.

Il percorso artistico di Joan Crawford era iniziato come quello di una ragazza con un viso grazioso, ma attraverso il lavoro del fotografo George Hurriell cominciò ad essere percepita come una donna di grande fascino; così come alla MGM si deve la creazione di Greta Garbo come la più grande star di Hollywood immortalata dalle fotografie di Ruth Harriet. Fu Eugene Robert Richee, capo dello studio ritratti della Paramount, ad avere un ruolo fondamentale nel trasformare Marlene Dietrich nella quintessenza del glamour. Mentre Ernest Bachrach, capo ritrattista della RKO, rese il viso piuttosto comune e lentigginoso di Katharine Hepburn, uno dei volti più sofisticati della storia del cinema. Rita Hayworth deve il suo immenso successo grazie anche ad un agente della Columbia che gli suggerì di tingere la sua folta chioma di rosso.

Quando nacque l’industria cinematografica non venivano promosse le star, ma il pubblico cominciava a mostrare interesse per gli attori, iniziava ad esempio a chiedersi chi fosse Florence Lawrence, attrice che fu infatti la prima ad essere promossa dagli studios,  i quali cominciano a capire l’interesse della gente per  star come Clara Bow  (prima grande diva del muto), Paola Negri, Greta Garbo..

Dagli anni ’20 fino alla fine della guerra le immagini delle dive sono patinate, posano in studio e sono truccatissime; successivamente intorno agli anni ’40 la messa a fuoco è più netta e anche il trucco cambia,  gli attori sono meno mascherati; dopo la guerra non c’è più interesse per il glamour, vengono richiesti uomini più veri con un look diverso,  meno artificioso, è il caso di Burt Lancaster,  Anfri Bogart, James Dean, Marlon Brando.

Negli anni ’60 i grandi fotografi delle Major cedono il passo ai paparazzi, la gente vuole vedere i divi nei momenti di vita comune, scatti rubati dalla vita quotidiana.

E oggi? Spariti anche i paparazzi, i divi si fanno selfie e li postano sui social, possiamo così guardare Demi Moore senza un dente o Madonna con una maschera illuminante in faccia e smettere di sognare.

Roma – Palazzo delle Esposizioni

Dal 24 giugno al 17 settembre 2017

di Annapaola Brancia d’Apricena

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