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Festa del papà, poesie aforismi e canzoni per fargli gli auguri

ROMA – Il 19 marzo, San Giuseppe, si festeggia la Festa del papà. Supereroi per un giorno gli uomini, quelli che hanno avuto l’incredibile privilegio di conoscere le gioie della paternità, vengono coccolati e omaggiati dai loro figli con cartoline, regali e gesti d’amore. Ma non tutti forse conoscono le origini di questa festa che viene da oltreoceano, per la precisione da Spokane, nello stato americano di Whashington. A inventarsela nel lontano 1910 fu una donna, la signora Sonora Smart Dodd che, dopo aver ascoltato in chiesa il sermone per la festa della mamma, decise che era giusto dedicare un giorno anche ai papà. E così fece: il 19 giugno di quello stesso anno, giorno in cui compiva gli anni il suo adorato padre, un veterano della guerra di secessione americana, organizzò una festa in onore di tutti i papà del mondo.

Da allora tradizione volle che i papà fossero festeggiati ogni terza domenica di giugno e nel 1966 il presidente Lyndon B. Johnson la proclamò festa nazionale. La festività fu poi esportata in tutto il mondo. Ma nei paesi a forte tradizione cattolica, come appunto l’Italia, la data cambia. Qui la ricorrenza cade il 19 marzo nel giorno di San Giuseppe, considerato l’archetipo dei papà in quanto genitore putativo di Gesù. Il dolce tipico di questa festività è la zeppola, fritta o al forno, la pasta è simile a quella di un bignè ed è generalmente ricoperta con la crema pasticcera.

Ecco allora alcuni suggerimenti che LadyBlitz ha preso a prestito dalla letteratura, dalla musica e dalla poesia, per fare gli auguri a tutti i papà.

Un cuore di padre è il capolavoro della natura” – Abbé Prévost

Subito dopo Dio, viene Papà” – Wolfgang Amadeus Mozart

“A volte penso che mio padre sia una fisarmonica.
Quando lui mi guarda e sorride e respira, sento le note” – Markus Zusak

A MIO PADRE – Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’ altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
(la caparbia avea fatto non so che)
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura, ti mancava il cuore:
che avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

FATHER AND SON – Cat Stevens

LA CANZONE DEL PADRE – Fabrizio De Andrè

E UN GIORNO – Francesco Guccini

SEI FORTE PAPÁ! – Gianni Morandi

SUPERPAPÁ – Checco Zalone

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