Fast Food a 5 stelle, la top ten dei locali più accattivanti

ROMA – Negli ultimi tempi c’è stata una netta inversione di tendenza. I fast food come li conoscevamo una volta, riconoscibili subito dall’arredamento e dai menù, non ci sono più. Chi viaggia molto, e non frequenta solo ristoranti ce­lebri con chef stellati, l’ha già notato, ma ora ad evidenziare il fenomeno è arrivata la classifi­ca elaborata dal sito di lifestyle Thrillist.com.

Il portale ha messo in fila i dieci fast food più accattivanti e in voga del momento. Le grandi cate­ne ora cercano di adat­tarsi all’architettura locale, se­guen­do una strategia commer­ciale per cui è il brand ad assor­bire le caratteristiche del posto.

Giuliana De Vivo per il Giornale scrive:

Il palazzo di Starbucks a Du­bai, ad esempio, sembra am­bientato dentro le Mille e una notte: si trova nel quartiere per­siano della città, dentro un enorme centro commerciale, e all’interno i grandi lampadari dalla forma tondeggiante illu­minano la parete a fondo cele­ste con motivi decorativi marro­ni e oro. La stessa catena, in Giappone, ha scelto invece di ispirarsi al legno delle bacchet­te con cui si mangia il sushi: chi entra si trova accanto ad una pa­rete decorata con pezzi di legno grezzo, che si arrampicano gra­dualmente fino al soffitto. L’ef­fetto cercato dall’architetto è quello di dare al visitatore l’im­pressione di addentrarsi in un bosco. Il McDonald di Buda­pest, costruito dentro quella che un tempo era una stazione ferroviaria, ne conserva l’im­pianto generale, con delle ag­giunte come la doratura delle lampade.

Il Burger King di Bue­nos Aires, in Argentina, si trova in un palazzo neogotico: la fac­ciata è stata riverniciata, ma all’ interno troviamo ancora gli stes­si soffitti a cupola, con tanto di antichi affreschi. Il «Taco bell» californiano di San Francisco è una struttura di legno diretta­mente sulla spiaggia, a pochi metri dal mare. A vederlo da fuo­ri non ha nulla di diverso da una casa di surfisti: scendi due scali­ni e calpesti la sabbia. Alle spal­le, invece, dalle grandi vetrate si può ammirare la Purple Moun­tain Majestic. Gioca molto sulla vista mozzafiato anche il «Pizza Hut» egiziano, a pochi passi dal­la valle dei templi: mangi la piz­za mentre osservi, davanti a te, sfingi e piramidi. In tema di spiaggia, però, la Florida batte la California grazie al «Sonic Dri­ve- in» di Miami: qui la sabbia ­bianchissima – è addirittura dentro il locale.

Insomma, è come non essersi mai allontanati dal bagnasciu­ga. In Islanda, invece, il palazzo che ospita «KFC» si presenta co­me un grosso blocco squadra­to, con grandi vetri-specchio per riflettere la luce. Raffinati e con pochi fronzoli i francesi: ne­gli interni del Mc Donald’s di Pa­rigi domina il bianco, con qual­che particolare sui toni del gial­lo- arancio. Le forme di sedie e tavoli sono morbide ma essen­ziali. Un altro Mc Donald’s che compare nella classifica dei die­ci migliori fast food è quello di Chicago, sormontato da due grossi archi gialli e decorato, all’ interno, con cimeli di Elvis Pre­sley e del cantante e artista vi­suale Wesley Willis.

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