Vacanze al mare, cosa mettere assolutamente in valigia? Storie di vita (quasi) normale

È andata. Luglio non solo è arrivato ma è già quasi finito. Nonostante le piogge, la realtà dei fatti è che siamo in estate, che le vacanze sono dietro l’angolo e che, per quanto abbiamo protratto, tardato, posticipato il momento della verità, la prova costume è alle porte. Non vale più dire alle amiche “no, io di domenica al mare non ci vengo, troppo caos”, non regge più la scusa “devo fare la ceretta” o “ho le mie cose”. Se hai prenotato le vacanze al mare, adesso in costume ti ci devi mettere. Per forza. E io non sono pronta.

E non è che io voglia piangere sul latte versato, ma vorrei esporre almeno la mia versione dei fatti.

Io non sapevo di dover andare in vacanza al mare fino a 7 giorni fa. Pensavo che questa estate l’avrei passata allegramente tra Roma e il Trentino, a fare lunghe e rilassanti passeggiate tra i monti come Heidi. Al massimo, avevo in mente di farmi la SPA nel Resort ma quella non conta, lì hai pure l’accappatoio addosso e te lo levi solo per entrare in acqua. Erano questi i patti tra me e il mio fidanzato.

E invece no. 7 giorni fa quel simpa ha infranto i patti e mi ha fatto la sorpresa, capito? La sorpresa! “Una settimana nel super resort in Salento che ti è piaciuto tanto l’anno scorso!” In Salento. Nel paese della Taranta. E del sole. E del vento. E del mare, ovviamente. Il mare. Ovvero costume.

E io, consapevole che tanto quest’anno non sarei andata al mare, ho passato l’inverno a ingurgitare carboidrati come se non ci fosse un domani, guardando con compassione e sfida il pass dell’Heaven Fitness. In sostanza, ad oggi 22 luglio ho le sembianze dell’ovetto Kinder.

Parliamoci chiaro, non è che a me il mare non piaccia. Ho una visione cristallina della vacanza e quella in Salento è perfetta: il mare? Celo. Il relax? Celo. Il sole? Celo. Il Resort con tutti i comfort? Celo. La SPA? Celo. Io sono una di quelle che in vacanza ci va per riposarsi. Sono disposta a pagare qualsiasi cifra pur di spalmarmi sul lettino e passare ore a prendere il sole, e se per prenderlo devo farmi anche millemila gradini pericolanti come quelli di Porto Katsiki in Grecia due estati fa, beh allora li faccio, basta che poi mi date il paradiso tipo quella volta lì —>

 

Porto Katsiki, Grecia. Foto fatta da me personalmente dopo essere sopravvissuta a millemila gradini pericolanti (in salita e in discesa)

Porto Katsiki, Grecia. Foto fatta da me personalmente dopo essere sopravvissuta a millemila gradini pericolanti (in salita e in discesa)

 

Il mio problema dunque non è il Salento, ma lo scarso preavviso. Tra l’altro, non essendo preparata al mare quest’anno io non ho nulla da mettere!

Ma è facile, direte voi. In fondo ho ben 7 giorni per correre ai ripari. E invece no perché tralasciando il lavoro, il tempo che dovrò passare in palestra per cercare di spianare in una settimana la ritenzione idrica accumulata in 365 giorni, e quello dedicato alla vita sociale, mi rimane solo il week end. Praticamente un giorno. Un giorno non solo per preparare la valigia, ma per comprare tutto quello che mi serve. E per fare la ceretta!!. E per fare la manicure!!!. E la pedicure!!!!.

Dopo un primo momento di sconforto, ansia e depressione, sono riuscita a reagire. Andare in preda al panico non serve a nulla così dopo aver affrontato la parte che mi preoccupa meno, ovvero il costo della vacanza (il mio fidanzato ha fatto uscire la più intrinseca parte di “Furio” che è in lui calcolando esattamente che, Resort a parte, ci serviranno ben 423,87 euro di extra) ho chiamato con urgenza la mia amica esperta-di-vacanze che mi ha dato alcune (tante) dritte e mi ha fatto fare un po’ il punto della situazione:

“Crema solare?” Celo. (La rubo a mia sorella, in fissa con la pelle e le creme solari. Mi ha già fatto la lista giorni-orari-tipo-di-protezione: primi 2 giorni protezione 50 (“Non preoccuparti ti abbronzerai lo stesso e allontanerai rughe e eritemi”) gli altri 2 giorni protezione 30 e poi largo alla protezione 15. “E scusa, ma l’olio e la protezione 2 quando??” E lei “Mai, ovviamente. Fanno male alla pelle”. Praticamente mi sta dicendo che tornerò in città con il colorito verde-oliva tendente al giallo, e anche se mi assicura di no io non ci credo.

Il costume?” Celo. Tanti bikini e pure uno intero. E lo so che molte di voi lo considerano da vecchia, provinciale e incredibilmente scomodo, ma a me piace da tempi non sospetti e non dispiace così tanto. In fondo l’intero fa il suo dovere: contiene le forme, non mette in evidenza i difetti tipo la pancetta e nasconde pure qualche rotolino. Sì è vero, “il costume intero non ti fa abbronzare la pancia” ma scusami tanto, che ci faccio io con la pancia abbronzata?? Non vado mica in giro come Britney Spears dei tempi d’oro!

Per farvi un favore, ho anche creato un gallery dei costumi interi più fighi che ho trovato in giro quest’anno, mentre per la grafica della gallery che ricorda quelle di Vanity Fair del 1998 potete anche non ringraziarmi.

“Il cappello”? Celo, ovviamente. Di paglia, bianco. E fashionissimo. In realtà ne ho visto anche un altro addosso a una di queste nuove e malefiche blogger sono-tutta-io-ce-l’ho-solo-io che è bianco con la fascetta nera solo che non so dove trovarlo. Qualche giorno fa l’ho visto su un manichino nella vetrina di un negozio ma quando ho chiesto “scusi dove posso trovarlo” indovinate la risposta della commessa? Ma ovviamente, quella chiave delle commesse in periodo di saldi e soprattutto dalle 19 alle 20 in periodo di saldi:

“Tutto quello che abbiamo è esposto”

Quindi io il cappello in giro per il negozio non l’ho trovato e me ne sono andata sperando che un giorno potrò tornale lì come Julia Roberts in Pretty Woman e urlare alla commessa come al minuto di 3.00 di questo video qui: “Lavora a percentuale? Bello sbaglio! Bello! Enorme!”

Il cappello che cerco

Il cappello che cerco

“Delle zeppe comode tipo Espadrillas?” Zeppe comode? Ma io ho i tacchi, che ci faccio con le zeppe? “E che vai al mare con i tacchi?” Ma no che c’entra, al mare ci vado con le Havaianas, per uscire metto i tacchi. “Certo, vai a fare l’aperitivo sulla spiaggia con i tacchi, così ridono fino in Croazia”. Bene. Allora le zeppe non Celo manco per niente e questo è male. Male.

“Una borsa da mare bella comoda?” Celo. Ne ho una di paglia troppo glamour, c’è anche scritto sopra “a la plage”.
“Borsa in paglia non ti conviene, si rovina. In Salento poi passerai le giornate a girovagare per le spiagge, non è pratica” Vabbè e che borsa mi porto? La Neverfull di Vuitton? Oppure ho la shopper di Prada, quella è capiente! “Comprati una borsa di tela da due lire, da H&M l’altro giorno le davano via con i saldi” Borsa di tela? Vendono ancora borse di tela come nel 2001? E soprattutto, c’è ancora qualcuno che se la compra? Dai, la borsa di tela no, è da zammammero, voglio portare la borsa di paglia! “Ma no, adesso vanno di moda quelle in cotone biologico, sono pure eco-friendly”. Vabbè, borsa in cotone biologico non Celo.

“I maxi-dress?” Celo. Ne ho una marea di maxi dress, in fatto di maxi dress sono ferratissima. Io amo gli abiti lunghi da quando tutte voi andavate ancora in giro con i teschi sulle t-shirt. Negli ultimi 5 anni ne ho collezionati una marea. Ne ho almeno 8. Anzi, facciamo 4, che gli altri sono pure un po’ diventati demodè. vabbè, facciamo 2, che gli altri due uno mi si strappato in fondo e l’altro mi si è scolorito.

Non ho maxi dress.

 

Io e i maxi dress

Io e i maxi dress

“Maglioncini in filo?” Maglioncini in filo? Ma vado al mare! “Beh, ma non lo sai che il Salento è la terra dei venti? Porta un maglioncino in filo e a fine vacanza mi ringrazierai mettendoti in ginocchio sui ceci”

Bene, mancano 7 giorni alla partenza. Ce la posso fare? No, non ce la posso fare. Ma ce la devo fare per forza.

 

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