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Sanremo, The Kolors al Festival con un brano in italiano

The Kolors portano al Festival di Sanremo un brano italiano. Il talentuoso gruppo si era distinto da Amici (che vinsero nel 2015) per la loro capacità di cantare in perfetto inglese.

“Ma la nostra finora non era stata una resistenza verso Sanremo, non abbiamo aspettato perché faceva figo. Semplicemente non avevamo la canzone giusta in italiano – racconta Stash, il carismatico leader della band dal ciuffo iperphonato -. Essere al festival con Frida rappresenta l’evoluzione sonora dei Kolors del 2018, provando a comunicare quello che abbiamo dentro nella nostra lingua”.

A dire il vero, non è la prima volta che Stash canta in italiano: “La mia voce c’era già in Assenzio, il brano di Fedez e J-Ax. Quello che mi preoccupava era la sonorità in italiano: ma non sento differenze, e le frequenze sono le stesse”, avverte il cantante, aggiungendo che ha sempre scritto in italiano “anche ai tempi del successo di Everytime. L’inglese risultava più in linea con concetto sonoro della band. Alla lunga però era come sentirsi in una gabbia. Forse inconsciamente, ho sempre desiderato andare al festival: se sei italiano Sanremo è sempre Sanremo…”. Il brano, tutto ritmo e pop, avrà sicuramente strada facile in radio.

“Ma non è solo per teenager. Sanremo ci dà la possibilità di presentarci a una platea molto ampia, di avvicinarci anche alla signora che mi ferma al supermercato”. La Frida del titolo è Frida Kahlo, la pittrice messicana, icona delle battaglie per i diritti delle donne.

“La nostra non è una lezione di storia dell’arte. Ma il modo di raccontare l’amore contemporaneo, le sfide all’interno della coppia. Cercavamo un paragone con bel significato. E Frida rappresenta la positività, l’esempio perfetto di risoluzione dei momenti negativi in positivo”.

Il testo è stato scritto da Davide Petrella, giovane autore tra i più richiesti del momento, che ha firmato Vorrei Ma Non Posto di Fedez e J-Ax, Pamplona di Fabri Fibra, Fenomenale di Gianna Nannini, Logico di Cesare Cremonini. “Lui ti allarga gli orizzonti, riesce a raccontare ciò che senti, forse più implicita ma più figa. Riesce ad entrare nel mondo di un cantante”, ammette Stash, che ha disegnato anche le giacche che lui e i suoi compagni indosseranno al festival. Al direttore artistico Claudio Baglioni fanno arrivare il loro grazie per averli scelti (“è già una vittoria essere lì”) e per aver chiamato ben 5 band: “Era dagli anni Settanta che non se ne vedevano così tante”. (Ansa).