Scarlett Johansson, la dieta seguita dall’attrice

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Scarlett Johansson è una delle attrici più famose del pianeta. Per il suo ruolo della Vedova Nera in The Avengers la dia ha dovuto impegnarsi più che mai per entrare nei panni della super eroina. Questo ha necessitato una dieta ferrea e un duro allenamento fisico. Oltre al lavoro di fitness, il cibo è essenziale quando si tratta di avere risultati concreti. Il metodo che Scarlett ha utilizzato è il famoso “digiuno intermittente“.

“Sono più forte e più in forma di 10 anni fa, il che è qualcosa di incredibile”, ha recentemente dichiarato Johansson a Hollywood Reporter. L’allenamento dell’attrice consiste in un duro lavoro cardiovascolare con cui accelerare le pulsazioni nello stesso momento in cui i muscoli sono tonificati: scatti, corde di battaglia o sollevamento del peso russo. Ma anche percorsi a ostacoli e salti: “Se stai facendo una scena d’azione, vuoi essere fresca e potente sia nella prima che nella ventesima scena”. La dieta di Scarlett Johansson prevede verdure, proteine, carboidrati, grassi, ma le ore in cui li mangia sono attentamente studiate. Quando cena alle nove di sera, non mangiava fino a dodici ore dopo.

Come si legge sul sito della Fondazione Veronesi, il mima digiuno non è un digiuno assoluto ma ne simula gli effetti sull’organismo. Provata su animali e uomini per 5 giorni al mese, ha prodotto benefici su corpo e cervello. Non si tratta di un digiuno continuativo. “La dieta, ideata specificatamente per mimare il digiuno, è composta da proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34% e il 54% del normale. Sui topi, la cui aspettativa di vita è di 2-3 anni, cicli di quattro giorni due volte al mese durante la mezza età hanno fornito dati inequivocabili: un prolungamento dell’11% della vita, una riduzione dell’incidenza di cancro, ringiovanimento del sistema immunitario, riduzione delle malattie infiammatorie, rallentamento della perdita di densità minerale ossea e aumento del numero di cellule progenitrici e staminali in vari organi (…)”.

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