Daniel Radcliffe (Harry Potter) e l’alcolismo: “Colpa della notorietà”

Daniel Radcliffe (Harry Potter) e l'alcolismo: "Colpa della notorietà"

NEW YORK – Troppa pressione derivata da troppa notorietà. Daniel Radcliffe, divenuto attore di fama mondiale a soli 11 anni per aver interpretato il maghetto “Harry Potter”, ha parlato del suo passato da alcolista a Sky Arts.

A causa della straripante ed improvvisa notorietà avuta con la saga di Harry Potter, Daniel Radcliffe ha avuto seri problemi con l’alcool. Il suo passato da alcolista tuttavia non è mai stato un segreto e più volte Daniel ne ha rivelato alcuni particolari. Alcuni anni fa ha confessato:

Ero diventato completamente dipendente dall’alcol per potermi godere le cose”.

In una recente intervista  Sky Arts l’attore ha dichiarato di non aver più toccato una bevanda alcolica dal 2010, ma che prima ha passato anni bui e di eccessi con l’alcool, in cui gli è anche capitato di recitare dopo notti di grandi bevute:

“Sarebbe stato meglio non avessi bevuto affatto, non mi rendeva felice come avrei voluto“.

Poi, Daniel ha precisato che ha iniziato a bere per via della forte pressione che aveva a causa della notorietà:

“Non si trattava di una vera e propria pressione, ma del vivere con l’idea che le persone pensassero che non avrei fatto carriera, che dopo Harry Potter sarei finito nella lista dei dimenticati, che ridessero alle mie spalle”.

Questi pensieri hanno trascinato il giovanissimo attore nel tunnel dell’alcolismo.

E invece Daniel ce l’ha fatta e ora si dichiara di essere felice per il fatto di essere identificato con il suo vero nome, e non più con il nome del maghetto tanto famoso, grazie anche al duro lavoro fatto al cinema e a teatro per “liberarsi” dal personaggio di Harry Potter:

“Adesso per strada non mi urlano più ‘Harry’, ma tendono a conoscere il mio nome, che è una cosa fantastica”.

Tuttavia, Daniel tiene a precisare di non nutrire rancore nei confronti di un ruolo che ha lanciato la sua carriera:

“Sarei una persona molto infelice se pensassi con amarezza a quei 10 anni della mia vita”.

 

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