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Battibecchi fra stilisti: ma perché farsi del male?

MILANO – Come se non bastasse la crisi economica nazionale (e internazionale) di proporzioni mai viste, come se non fosse evidente a tutti che questa settimana della moda che si sta concludendo non è stata un successo con circa un 30% in meno di presenze in città – parlate con taxisti, albergatori, ristoranti – e con un contenuto creativo, a parte i soliti noti come Prada e Jil Sander, decisamente sotto tono, ci si sono messi anche gli stilisti stessi a spararsi vicendevoli mazzate. Ha cominciato Roberto Cavalli accusando Gucci di aver “creato” dei modelli troppo simili ai suoi, poi è intervenuto Giorgio Armani che ha affermato che Prada (con cui non c’è mai stato grande feeling) e Gucci potevano vantare bilanci ricchi solo per la vendita degli accessori mentre lui sì che vendeva i vestiti. E sempre re Giorgio ha avuto da ridire sulla eccessiva baroccaggine di certe sfilate (vedi Dolce & Gabbana). Dulcis in fundo (ma non è detta l’ultima parola) ancora Cavalli ha sentenziato che sicuramente Giorgio Armani é un grande, però per capirlo bene basta vedere il suo nuovo albergo milanese, “allegro come un ospedale psichiatrico” (su questo non siamo per niente d’accordo, come tutti quelli che amano gli arredi minimali senza troppi fronzoli). Cari stilisti vogliamo smetterla? Noi Italiani dobbiamo sempre continuare a farci del male? Non possiamo prendere lezione dagli stilisti francesi o americani che, pur detestandosi fra loro, hanno un comportamento “apparente” di grande rispetto? Il Made in Italy ne trarrebbe un sicuro vantaggio.

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