Diabete, il dispositivo che controlla i livelli di glucosio nel sangue

Diabete, il dispositivo che controlla i livelli di glucosio nel sangue

ROMA – Quando si ha il diabete di tipo 1, la cosa più importante da tenere sotto controllo è la glicemia. A tal proposito, è stato recentemente scoperto che un dispositivo conosciuto come pancreas artificiale rappresenta un sistema più efficace, rispetto ai trattamenti esistenti, per controllare i livelli di glucosio nel sangue nei pazienti con diabete di tipo 1. A dirlo è uno studio statunitense e che è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. Questa ricerca (nella quale sono state coinvolte 168 persone) ha dimostrato che il sistema ha migliorato il controllo della glicemia dei partecipanti sia durante il giorno sia durante la notte.

Il pancreas artificiale è un dispositivo a circuito chiuso che monitora i livelli di glucosio nel sangue e rilascia insulina quando serve e in modo autonomo adattandole al fabbisogno del momento

“Questo sistema di pancreas artificiale ha diverse caratteristiche uniche che migliorano il controllo del glucosio, oltre a ciò che è possibile ottenere con metodi tradizionali – ha affermato Boris Kovatchev, ricercatore dell’Università della Virginia a Charlottesville – In particolare, esiste uno speciale modulo di sicurezza dedicato alla prevenzione dell’ipoglicemia. Durante la notte viene gradualmente intensificato il controllo per raggiungere livelli di zucchero nel sangue quasi normali ogni mattina”.

Quando si ha il diabete è molto importante seguire i consigli del proprio medico e prediligere una alimentazione equilibrata e che fornisca tutti i nutrienti, limitando al massimo il consumo di zuccheri e cibi troppo calorici. Nello specifico, seguire una dieta che sia mirata a tenere sotto controllo la glicemia e il glucosio nel sangue risulta fondamentale per convivere con il diabete in modo sereno.

 Gli esperti però mettono in guardia perché non tutte le diete risultano adatte a chi soffre di diabete.

Attenzione alle diete estreme che fanno sempre più proseliti fra gli italiani. Sì con riserve alla dieta vegana e a quella vegetariana; pollice verso, invece, per la paleolitica (iper proteinica) e per la dieta chetonica (quella a bassissimo contenuto di carboidrati) che negli anni ’60 ha preso piede nella terapia dell’obesità (con l’introduzione della dieta Atkins) e più di recente è stata proposta anche come dieta per diabete, policistosi ovarica, acne e alcune forme tumorali. Ma per i diabetologi non ci sono elementi scientifici ‘di sicurezza’, soprattutto quando si tratta di pazienti diabetici o a rischio diabete.

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