ROMA – Anziani a rischio osteoporosi, ma anche cancro e Alzheimer se assumono poca vitamina D. La quantità consigliata per le persone sopra i 65 anni sarebbe di 10 microgrammi al giorno. Gli italiani, invece, ne prendono solo 3,7 microgrammi, in media. E i rischi, soprattutto per le ossa, sono in agguato.
Gli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno analizzato le abitudini alimentari di 1.000 anziani italiani e hanno scoperto che spesso la loro alimentazione è carente di vitamina D.
La vitamina D non è una ‘semplice’ vitamina: la sua particolare struttura la rende un vero e proprio ormone una volta che è stata attivata dalla luce solare, con recettori presenti in tutti gli organi. Per questo ha un ruolo fondamentale in tante patologie. Garantire una giusta esposizione al sole e una quantità corretta di vitamina D negli alimenti può essere una giusta strategia per evitare di dover ricorrere ad integratori alimentari o di andare incontro a fratture e patologie anche più gravi, come il tumore al seno, alla prostata e al colon, e alle malattie autoimmuni.
La carenza di vitamina D, infatti, è associata anche alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Gli esperti consigliano di fare una passeggiata al sole, se possibile, tutti i giorni al sole, consumare due porzioni di latticini al giorno, due uova alla settimana e tre porzioni di pesce, variando le qualità in cui è più presente la vitamina D: tonno, trota, merluzzo, anguilla.
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