LONDRA – Il profumo di rosmarino rinforza la memoria. Lo sapeva già William Shakespeare nel Cinquecento. La scienza del 2013 lo conferma. Lo fa con non più con l’Amleto, ma con uno studio della University of Northumbria di Newcastle, in Gran Bretagna, che ha confermato come l’odore di questa pianta mediterranea aiuti non solo la memoria a lungo termine, ma anche quella prospettica, cioè di progetto o di impegno, che ci porta a ricordare i compiti futuri, le cose da fare.
I ricercatori di neuroscienze cognitive umane dell’ateneo britannico hanno sottoposto sessantasei persone sane ad alcuni test di memoria. Alcuni di loro li svolgevano in stanze profumate con olio di rosmarino, altri in stanze senza profumi. Alla fine i risultati migliori erano stati dati tutti dai soggetti che li avevano svolti nelle stanze odorose.
Il merito dei migliori risultati mnemonici, quindi, sarebbe da attribuire (anche) alle quattro gocce di olio di rosmarino versate nel diffusore automatico prima dell’arrivo nella stanza dei volontari.
Alla fine i 66 sono stati anche sottoposti a degli esami del sangue, dai quali si è rilevato che i volontari delle stanze profumate avevano quantità più elevate di un composto, chiamato 1,8 cineolo, presente nell’olio essenziale di rosmarino e in grado di agire sui sistemi biochimici alla base della memoria.
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