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Marianna Madia, il gelato, e l’impietoso paragone con Francesca Pascale

Marianna Madia, il gelato, e l'impietoso paragone con Francesca Pascale

ROMA –  Tutti i gelati non sono uguali ma Alfonso Signorini non sembra saperlo. Così spera di riparare l’irreparabile con una scusa apparsa ancora più irreparabile. Il fatto è questo: Marianna Madia, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, è stata immortalata dai fotografi del magazine “Chi” mentre era in macchina con il marito a gustarsi un banalissimo gelato. Non sapeva, la Madia, che quel gelato sarebbe divenuto un titolone per “Chi”, tanto allusivo quanto squallido: “Il ministro ci sa fare con il gelato” con tanto di didascalia “Con il marito si concede… una pausa di piacere”. Un articoletto che non è andato a genio ai più. Dal web all’Ordine dei giornalisti lombardi si è scatenata una vera e propria polemica. Scrive Maria Luisa Agnese sul Corriere della Sera:

“Il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti lombardi ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del direttore di Chi Alfonso Signorini. E questa volta anche la Rete non accetta la (presunta) ironia e si scatena la catena della solidarietà nei confronti del ministro arbitrariamente chiamata in causa: nel giro di un lampo arrivano online i tweet di Susanna Camusso, «un vero rigurgito maschilista», di Ignazio Marino, di Ivan Scalfarotto «raramente una cosa più laida». Antonio Barone, capo ufficio stampa dei Verdi, sintetizza così: «Si è realizzato il paradigma perfetto dell’insulto sessista»”

Non è andata meglio ad Alfonso Signorini quando ha tentato di giustificare, o almeno “mettere una pezza” al danno. Anzi, il direttore di Chi ha fatto peggio. Scrive il Corriere della Sera:

“Alfonso Signorini, sempre pronto all’ironia, questa volta tenta di buttarla sul serio, chiamando in causa i due pesi e le due misure, la presunta supremazia della sinistra sulla destra e si interroga, sempre su Twitter: «Calippo sì, gelato no?». Concetto che ripete e spiega meglio a Catania dove era accorso per presentare il suo libro L’altra parte di me con il collega direttore di Panorama Giorgio Mulè: «Chi oggi si indigna per la Madia ha marciato per anni sul calippo della Pascale». Insomma, secondo il recondito pensiero del direttore di Chi , per par condicio tutti i gelati sarebbero uguali e di conseguenza pari dovrebbe essere il diritto di indignarsi o meno”

Tuttavia, il paragone tra la Pascale e la Madia risulta impietoso e fuori luogo:

“Ma il paragone fra Madia e Pascale è improprio, perché una se ne stava tranquilla nella sua automobile in situazione privata a godersi un gelato, l’altra – altrettanto legittimamente – si godeva un bel gelato, anzi un calippo, ma in situazione del tutto diversa, in uno spot allusivo e promozionale per Telecafone, girato per far pubblicità e non perché se ne tacesse.

  Signorini riceve via tweet l’endorsement affettuoso e risonante di Giuseppe Cruciani: «Quelli che hanno giocato per anni col calippo della Pascale sono indignati per il gelato della Madia. Che gente ridicola».

Ma la Rete insiste. Puntano sull’ironia Sara Giudice e altre giornaliste di ClassTv che lanciano l’hashtag «Ci so fare anch’io». E si fanno fotografare con tanto di cartello mentre anche loro gustano il gelato, con invito a Signorini: «Pubblica anche questa!». Sotto lo stesso hashtag, #cisofareanchio , intanto, Luca Di Ciaccio pubblica la foto di Matteo Renzi anche lui con il suo cono a Palazzo Chigi, Diego Zorro posta il suo cane che lecca un bel cono di fragola, Melty.it quattro ragazzi barbuti con cremino, Angelo Belussi una scimmia con ghiacciolo arancione. Insomma Chi di ironia ferisce di ironia perisce”

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