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Isis, estratte a sorte bambine da stuprare: orrore, bufala o propaganda?

Isis, estratte a sorte bambine da stuprare: orrore, bufala o propaganda?

BAGHDAD (IRAQ) – Isis, estratte a sorte le donne da stuprare: orrore, bufala o propaganda? Rapita, malmenata e stuprata per giorni da 7 militanti dell’Isis dopo essere stata estratta a sorte tramite una specie di “lotteria” tenuta dagli jihadisti. È questa una nuova drammatica vicenda che secondo molti siti ci arriva dall’Iraq per mano dell’Isis. Jalila (nome di fantasia), 12 anni, sarebbe riuscita fortunatamente a scappare dopo giorni di terrore e prigionia e avrebbe raccontato la sua agghiacciante storia. Articolo corredato da una foto che rappresenta una bambina che piange. Tuttavia, però, la storia che si legge su molti siti italiani non sembra corrispondere esattamente alla realtà. Secondo quanto si legge sul sito Bufale.net, infatti, la notizia riportata non è corretta:

“La bambina della foto non yazidi, è musulmana e mentre stava recitando versetti del Corano ha cominciato a piangere. L’uomo con il microfono è andata semplicemente a consolarla. La storia è un’altra e l’avevamo già trattata lo scorso 5 agosto 2014 quando la bambina in questione doveva, secondo gli articoli diffusi al periodo, andare in sposa ad un militante ISIS. Questa volta la storia cambia e si paventa una “lotteria” per stuprarla. Alla fine la bambina ha ricevuto dei piccoli doni, come potete vedere nel video originale”.

Ancora, Bufale.net spiega che la fonte dell’articolo, il sito Human Rights Watch, cita la storia di “Jalila” ma in tutto l’articolo non si parla mai di una presunta “lotteria”:

“La storia di “Jalila” la trovate nel paragrafo “Sexual Violence and Other Abuse“. Ne riportiamo alcuni passi:

The women and girls who spoke to Human Rights Watch described repeated rape, sexual violence, and other abuse in ISIS captivity.
Jalila (all survivors’ names have been changed for their security), age 12, said that Arab men whom she recognized from her village north of Sinjar accosted her and seven family members on August 3, 2014, as they were trying to flee ISIS. The men handed the family over to ISIS fighters, who separated Jalila, her sister, sister-in-law, and infant nephew from the other family members and took them to Tal Afar. Later, the fighters took Jalila and her sister to Mosul. Thirty-five days later they separated Jalila from her sister and took her to a house in Syria that housed other abducted young Yezidi women and girls.

Jalila said: “The men would come and select us. When they came, they would tell us to stand up and then examine our bodies. They would tell us to show our hair and sometimes they beat the girls if they refused. They wore dishdashas [ankle length garments], and had long beards and hair.”

She said that the ISIS fighter who selected her slapped her and dragged her out of the house when she resisted. “I told him not to touch me and begged him to let me go,” she said. “I told him to take me to my mother. I was a young girl, and I asked him, ‘What do you want from me?’ He spent three days having sex with me.”

Jalila said that during her captivity, seven ISIS fighters “owned” her, and four raped her on multiple occasions: “Sometimes I was sold. Sometimes I was given as a gift. The last man was the most abusive; he used to tie my hands and legs.”

In sostanza, molti siti italiani hanno riportato erroneamente la notizia alterando il contenuto dell’articolo pubblicato dal sito Human Rights Watch e, per rendere virale la notizia, hanno pubblicato l’articolo con una fotografia riguardante un altra vicenda. Human Rights Watch, inoltre, non cita mai alcuna “lotteria dello stupro”, ma una “lotteria del matrimonio” su testimonianza di donne adulte.

Che la situazione delle donne nello Stato Islamico compreso tra Siria e Iraq sia disperata è noto ai più. Lo steso Human Rights Watch ha denunciato più volte rapimenti e stupri da parte dei terroristi dell’Isis anche nei confronti di bimbe di otto anni, poi costrette a sposarsi e a convertirsi all’Islam. Tuttavia, come spiega Bufale.net, gli articoli apparsi sui siti sono costruiti su fonti che dicono tutt’altro. Per dovere di cronaca:

“Le notizie vanno riportate correttamente, qualsiasi sia il tema trattato”.

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