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Disfunzioni erettili, eiaculazione precoce: ragazzi in crisi

ROMA – Beata gioventù? Non a letto. Tra stili di vita scorretti, alimentazione sbagliata, ansia da prestazione e magari persino qualche droga i giovani italiani tra i 18 e i 30 sono sempre più esposti alle disfunzioni erettili. E solo uno su due ne parla con il proprio medico. Ma la maggioranza, comunque, non segue le prescrizioni che gli vengono date.

Se la disfunzione erettile colpisce, in media, un ragazzo su 20, e l’eiaculazione precoce uno su quattro, nemmeno le donne sono ai ripari: una su due ha disturbi legati alla sfera sessuale. I numeri arrivano dal Congresso “La Medicina della Sessualità come paradigma del Benessere Globale” indetto dalla  Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità.

Tra le cause di questo dilagare di disturbi legati alla sfera della sessualità, sostengono gli esperti, c’è la mancanza di una seria educazione sessuale nelle scuole, cosa che costringe i ragazzi ad informarsi attraverso il passaparola, le riviste o internet.

Eppure, ammettono gli stessi medici e andrologi riuniti a Roma, qualcosa è cambiato negli ultimi anni. I molti dati accumulati hanno permesso di porre le basi per una sessuologia con basi scientifiche, capace di riconoscere gli aspetti medici delle disfunzioni sessuali maschili e femminili, e di curarle con strumenti farmacologici e chirurgici. Si tratta di un cambio passo molto importante perché, come sottolineato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una buona vita sessuale e affettiva è espressione dello stato di salute generale dell’individuo.

 

 

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