Calvizie, staminali per rigenerare bulbi piliferi e crescita capelli

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ROMA – Nonostante le lozioni più improbabili, non esistono rimedi del tutto efficaci contro la calvizie a parte il trapianto di capelli. Una nuova speranza arriva però da una ricerca con staminali condotta da un gruppo di scienziati della Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania. I ricercatori hanno trovato un metodo per convertire cellule adulte in cellule staminali epiteliali, così da rigenerare il bulbo pilifero e contrastare la calvizie.

I risultati dello studio americano sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications ed è la prima volta che uno studio raggiunge questo obiettivo, in topi o umani. Le cellule staminali epiteliali, quando impiantate in topi immunocompromessi, hanno rigenerato differenti tipi di cellule della pelle umana e dei follicoli, e anche prodotto fusti del capello strutturalmente riconoscibili.

Gli scienziati hanno iniziato con cellule epiteliali umane, chiamate fibroblasti dermici, a cui sono stati aggiunti tre geni, che le hanno convertite in staminali pluripotenti indotte. In seguito, hanno convertito queste staminali pluripotenti in staminali epiteliali che normalmente si trovano alla base dei follicoli piliferi.

Il team è riuscito a trasformare il 25% delle staminali pluripotenti in 18 giorni. Quando poi hanno mescolato le cellule follicolari con le cellule dermiche indotte del topo e le hanno innestate sulla pelle di topi immunodeficienti, si sono avute cellule epidermiche umane funzionali umane e follicoli strutturalmente simili ai follicoli piliferi umani.

Anche in Italia vengono condotte ricerche sulle staminali per combattere la calvizie e ad aver intrapreso questa strada è stato Valerio Cervelli, direttore della cattedra e della scuola di specializzazione in chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università Tor Vergata di Roma, secondo il quale fattori di crescita e cellule staminali ottenute dal tessuto adiposo possono essere utilizzate in aggiunta per il trattamento delle calvizie e per il rinfoltimento progressivo.

I fattori di crescita consentono infatti una rigenerazione dei bulbi atrofici prima della loro perdita definitiva ottenendo così un recupero del numero dei bulbi e un aumento di spessore del fusto del capello. Producono inoltre un rallentamento notevole della perdita dei bulbi capilliferi e della loro involuzione.

I casi italiani trattati con tre infiltrazioni di fattori di crescita distanziate di 30 giorni l’una dall’altra hanno mostrato miglioramenti oltre che un arresto della caduta. Il numero dei capelli delle aree trattate è stato valutato attraverso analisi fototricografica, l’efficacia e la sicurezza della metodica sono state validate attraverso analisi istologiche e studi di laboratorio eseguiti su campioni bioptici prelevati dai pazienti prima e dopo la procedura.

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