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Nanni Moretti sul film dei Taviani: "Ho scoperto di averlo visto per ultimo"

Roma – "Quando ho visto il film, ho scoperto di essere stato l'ultimo a vederlo. Nessuno aveva voluto distribuirlo". Così Nanni Moretti su come è iniziata la storia tra lui, con la sua Sacher Distribuzione, e 'Cesare deve morire' di Paolo e Vittorio Taviani, vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino, in uscita il 2 marzo in 40 sale, presentato questa mattina a Roma in una affollata conferenza stampa, durata quasi due ore. "Un bellissimo film – racconta – un'opera d'arte che era giusto far vedere a più persone possibile", prodotto da Kaos Cinematografica in collaborazione con Stemal Entertainment/Le Talee/La Ribalta – Centro Studi Enrico Maria Salerno e con Rai Cinema. Il Cinema Sacher è pieno di telecamere fin dal mattino, e proprio "in questa sala – esordisce Paolo Taviani – siamo contenti di essere, dove fino a ieri era proiettata la pellicola di Asghar Farhadi che ha vinto l'Oscar". Un'altra felice intuizione distributiva di Moretti.

I Taviani hanno scelto, com'è noto, un luogo insolito per il loro ultimo film, la Sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia: come attori i suoi detenuti, dei quali alcuni segnati dalla fine pena mai. Come storia quella del Giulio Cesare shakespeariano, che alla fine viene rappresentato con successo sul palcoscenico del carcere. "Fare questo cinema oggi – spiega la produttrice Grazia Volpe – è difficilissimo, anche se a farlo sono i fratelli Taviani". I suoi ringraziamenti vanno a Moretti, alla Rai e al ministero per i Beni e le Attività Culturali, "che hanno dato un piccolo contributo, ma decisivo", come quello del comune di Roma e della regione Lazio. Utile "per coprire – conclude – almeno il 50% dei costi".

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