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Morta Whitney Houston. Ha venduto 190 milioni di dischi, ma la droga l’ha uccisa a 48 anni

Whitney Houston è morta. L’indimenticabile protagonista del film The bodyguard accanto a Kevin Kostner, la cui canzone, che ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo, ancor oggi dà i brividi quando la senti alla radio, al supermercato, in un locale, aveva 48 anni. Il cadavere è stato trovato sabato pomeriggio in una stanza al quarto piano di un hotel di Beverly Hills, a Los Angeles. Lo ha detto il suo agente e lo ha confermato la polizia. “Alle 15:55 ora locale [00:55 di domenica in Italia] Whitney Houston è stata dichiarata morta nel Beverly Hilton hotel”, afferma il portavoce della polizia Mark Rosen.

Whitney si trovava, insieme a parenti e amici, nell’albergo di Beverly Hills per prendere parte ad una serata organizzata a margine dei Grammy Awards, che si terranno domenica sera a Los Angeles. Le cause esatte della morte della popstar restano ancora indeterminate. Una persona del suo entourage ha chiamato i soccorsi alle 15:43 locali e il personale di sicurezza ha subito tentato di rianimarla, ma inutilmente. Secondo la Cnn sarebbe stato il suo compagno, il cantante Ray-J, a dare per primo l’allarme.

Tossicodipendente da anni, in preda a frequenti crisi nervose, Whitney Houston, è stata una delle regine della musica pop tra gli anni ’80 e ’90. Secondo la Cnn sarebbe stato il suo compagno, il cantante Ray-J, a dare per primo l’allarme.

Tanti i messaggi di cordoglio apparsi subito sui social network. “Ho il cuore spezzato e sono in lacrime per la morte scioccante del mio amica, l’incomparabile Whitney Houston “, ha scritto la cantante Mariah Carey su Twitter. Una tragedia purtroppo attesa.

Già alla vigilia della magica notte dei Grammy, si era sparsa la notizia che Whitney si trovasse in gravissime condizioni. La sua storia è il dramma di una grandissima artista per anni ai vertici delle classifiche, amata e venerata da milioni di fan, passata in pochi anni dal paradiso del successo all’inferno della droga e della depressione.Oltre ai noti abusi di cocaina, marijuana e psicofarmaci, Whitney ha sofferto drammaticamente il fallimento del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2006.

Whitney Houston era nata nel New Jersey, il padre era un militare e la madre Cissy era una cantante di gospel. L’arte e il canto era una dote di famiglia: Whitney era cugina della star pop Dionne Warwick e figlioccia della grande Aretha Fraklin. Raggiunse l’apice del suo successo molto giovane, grazie alla sua voce meravigliosa, dall’enorme intensità e potenza.

Nel 1986 vinse il Grammy e per anni dominò la scena con ripetuti successi mondiali. Nella Billboard Hot 100 riuscì a piazzare sette singoli consecutivi al numero uno, battendo il record di cinque appartenete a stelle del calibro di Diana Ross, e perfino dei Beatles. Assieme a Michael Jackson detiene il record dell’artista di colore di maggior successo.

Si calcola che nella sua breve ma intensa carriera abbia venduto circa 190 milioni di dischi. Per anni è Whitney stata la stella, la ragazza d’oro dell’industria discografica. Ma raggiunse anche la grandissima popolarità con le sue apparizioni sul grande schermo in film come ‘The Bodyguard’, al fianco di Kevin Kostner, la cui colonna sonora ha venduto 45 milioni di copie.

Con la sua musica e il suo sex appeal ha influenzato una generazione di giovani cantanti, come Christina Aguilera e Mariah Carey. Dopo gli anni del successo il crollo e la disperazione: da tempo faceva abuso di cocaina, marijuana e pillole varie. In un’intervista del 2002, disse: ”Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore”. E quel demonio alla fine ha avuto tragicamente la meglio.

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