L’ombra di Demi Moore è un’infanzia tragica?

LOS ANGELES – Oggi tutti ne parlano con una punta di compassione: Demi Moore ricoverata per una delusione amorosa. Ma in pochi conoscono la sua infanzia disastrata. Con un inizio così Demi si è dimostrata una persona fin troppo forte nella vita adulta. Basta leggere Wikipedia per capire che tra divorzi, patrigni, suicidi, traslochi continui, la sua infanzia è stata un vero inferno: “Nacque in una desolata situazione familiare: suo padre Charles Harmon abbandonò sua madre Virginia poco prima che lei nascesse, costringendola a non includere il cognome Harmon sul suo certificato di nascita, bensì quello del patrigno Danny Guynes. La situazione non è molto migliorata col patrigno, che cambiava frequentemente lavoro e che la costrinse a traslocare ben 40 volte nella sua infanzia: in uno di questi frequenti viaggi la Moore perse parte della vista dall’occhio sinistro e fu costretta a portare una lente a contatto speciale. Demi Moore trascorse la maggior parte della sua infanzia e della sua adolescenza nei sobborghi di Pittsburgh, ed invano cercò di convincere i suoi tutori a trasferirsi in quel luogo: i genitori Virginia e Danny erano diventati nel frattempo alcolisti, ed in un momento di follia Danny si suicidò inalando monossido di carbonio dal tubo di scappamento della sua auto, lasciando nello sconforto più totale sia Demi che sua madre. Nastassja Kinski, sua amica di infanzia, convinse la Moore ad iscriversi alla Fairfax High School di Hollywood, un istituto dove studiò recitazione, diventando anche lei un’attrice a sedici anni: esordì lavorando in televisione alla serie General Hospital nei primi anni Ottanta, ma continuò ad avere un carattere instabile e difficile”. (Nella foto – Lapresse – la Moore con il primo marito del quale ha mantenuto il cognome).

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