Gravidanza, un esame per individuare le aritmie cardiache del feto

Gravidanza, un esame per individuare le aritmie cardiache del feto

BOSTON – Scoprire le aritmie cardiache del proprio bambino ancora feto già nell’utero: è possibile grazie ad un nuovo esame messo a punto dai ricercatori della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health di Madison. Al momento si tratta di uno studio pilota i cui risultati andranno confermati su un campione maggiore, ma non è escluso che in un prossimo futuro questo metodo entri in uso nella diagnostica prenatale.

Le aritmie cardiache pericolose si scoprono grazie al magnetocardiogramma, uno strumento che si poggia sulla pancia della gestante e permette di monitorare l’attività del cuore del feto, riuscendo ad individuare aritmie come la cosiddetta sindrome del QT lungo già nel feto.

La sindrome del QT lungo è un’aritmia pericolosa responsabile del 10% dei casi di morte in culla e di bebè nati morti, oltre che di molti casi di morte improvvisa in bambini e giovani.

Colpisce circa un bebè ogni 2000 nati, ma può essere individuata con un elettrocardiogramma sul neonato. Data la familiarità di questa aritmia per le famiglie a rischio è utile sapere se il feto soffre di questa o altre aritmie che possono compromettere l’esito stesso della gravidanza o portare a un parto prematuro.

I ricercatori americani hanno condotto uno studio su 30 gestanti con casi di aritmie in famiglia (o casi di morte in culla o morte improvvisa) ed hanno usato il magnetocardiogramma a diverse fasi della gravidanza, riuscendo a diagnosticare con elevata accuratezza l’aritmia in 21 casi.

 

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