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Moto, Alessia Polita: “Vi prego, non lasciatemi sola”

ANCONA – “Forse era destino che mi dovessi fermare. Potevo essere in bici, al mare o in moto, sarebbe stato lo stesso. Faccio uno sport ad alto rischio, su tantissimi piloti uno o due l’anno rischiano di farsi davvero male come me, era scritto”. Intervistata dal Corriere Adriatico, Alessia Polita, la campionessa di moto jesina rimasta paralizzata in un incidente il 15 giugno scorso, durante le prove ufficiali del Campionato italiano velocità a Misano Adriatico, lascia oggi l’Ospedale Bufalini di Cesena per un lungo periodo di riabilitazione a Monfalcone.

27 anni, due volte campionessa italiana, Alessia è caduta dalla sua Yamaha 36 (categoria Stock 600) per cause ancora da ricostruire, riportando unafrattura da scoppio della dodicesima vertebra dorsale, con lesione del midollo spinale. Carriera finita e mobilità compromessa. “Pensavo di fare uno stop – racconta -, perché l’anno era davvero quello che era, i soldi non c’erano. Avevo pensato di seguire il mio ragazzo (Eddi La Marra, ndr), per non lasciare direttamente il mondo delle corse, ma non ho fatto in tempo, il destino mi ha preceduta nel mondo peggiore”.

Dell‘incidente non ricorda nulla. “So solo – spiega – che è rimasto incantato il gas in una curva dove gli spazi di fuga non c’erano o comunque erano ridotti. Non augurerei al mio peggior nemico di dover stare senza gambe”. Il futuro le fa paura: “Sognavo il matrimonio fra tre o quattro anni, avrei voluto mettere l’abito bianco e avere anche dei figli. Ormai è un sogno storpiato”, o comunque, “è come se i miei sogni fossero più lontani”.

L’atleta sa che dovrà “trovare nuovi obiettivi, e nuove cose da fare. Sono una che difficilmente si diverte a oziare, devo stare sempre in attività. Già la vita è difficile, per me d’ora in avanti lo sarà di più”. La cosa che la addolora di più è che “si sono ricordati di me solo adesso, i riflettori si sono accesi sul fatto che Alessia Polita resterà paralizzata, e non prima quando conquistavo il podio. E’ cosi’ triste”.

Un “grazie di cuore” lo rivolge però alle tante persone che le hanno scritto e l’aspettano. “Vorrei dire ai veri amici di farsi avanti. Non lasciatemi sola, ora più che mai ho bisogno di voi”.

aavico

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