Perugia – Le donne umbre alle quali sono state impiantate protesi mammarie al silicone della ditta Poly Implant Prothèse (Pip), realizzate con materiali non conformi e potenzialmente pericolosi, seguiranno uno specifico programma di assistenza sanitaria che prevede visite specialistiche ed esami diagnostici e l'eventuale rimozione. Lo ha stabilito la Giunta regionale dell'Umbria che, su proposta dell'assessore alla Salute Franco Tomassoni, ha recepito l'accordo Stato-Regioni sulle linee guida per la gestione clinica dei casi di persone portatrici di protesi mammarie prodotte dalla Pip e ha dato mandato alle Aziende sanitarie della regione di definire e attivare un programma per la presa in carico di tutte le donne interessate. Il numero di donne umbre alle quali è stato impiantato questo tipo di protesi, secondo quanto fa sapere la Regione, è esiguo e a loro le asl indicheranno le strutture nelle quali rivolgersi per la rimozione.
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