ROMA – Sedano, cereali, uova, latte, lupini, pesce, molluschi, crostacei, senape, nocciolinie, semi di sesamo, soia, solfiti: sono questi gli alimenti più a rischio intolleranze.
Intolleranze, appunti, e non allergie. Quindi alimenti che non hanno effetti fatali o gravi, ma possono dare pancia gonfia, meteorismo, flatulenze, brontolii intestinali, dolori addominali, diarrea, bruciori di stomaco.
In questi casi non c’è una vera e propria diagnosi. Il paziente è sano, gli esami medici sono nella norma, ma i sintomi ci sono. Così queste situazioni vengono spesso definite sindromi del colon irritabile.
Per lo più questi sintomi vengono prodotti dai carboidrati, o glucidi, contenuti in pane, pasta, riso, cereali, prodotti da forno. Ma anche il fruttosio, carboidrato della frutta, o il lattosio, carboidrato del latte, producono una fermentazione che porta a questi malesseri.
In particolare, tra la frutta sono più a “rischio” mele, pere e anguria, mentre tra gli ortaggi cipolla, carciofi, cavoli e asparagi.
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