MILANO – Infarto più probabile e più pericoloso se si hanno carenze di vitamina D. Lo hanno scoperto i ricercatori del Centro Cardiologico Monzino in uno studio su oltre 800 pazienti ricoverati con infarto miocardico.
Gli esperti hanno rilevato che l’80 per cento dei pazienti colpiti da infarto presenta un deficit, totale o parziale, di vitamina D, e hanno scoperto che chi ha i valori più bassi sviluppa una peggiore progressione della malattia nel tempo, un aumentato rischio di mortalità e maggiori complicanze cliniche intra-ospedaliere e a un anno dal ricovero.
I ricercatori hanno anche notato che esiste una relazione tra i livelli di vitamina D e la salute del cuore, come ha spiegato il coordinatore dello studio, Giancarlo Marenzi, Responsabile della Terapia Intensiva Cardiologica del Monzino:
“Gli infarti, ad esempio, sono più frequenti nei mesi invernali che nei mesi estivi, e la loro incidenza nella popolazione aumenta via via che dall’equatore si sale verso il polo. Da qui l’ipotesi che ci fosse un collegamento con la vitamina D, che è attivata dal sole. I dati raccolti dimostrano l’esistenza di questo legame”.
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