NEW YORK – Guidare per non invecchiare: gli anziani che continuano ad andare in auto rallentano il deterioramento fisico e la depressione che incombono con l’età. A dirlo è uno studio della Columbia University Mailman School of Public Health, che ha rilevato come gli anziani che smettono di guidare, per esempio perché non ottengono più il rinnovo della patente, sono più esposti a disturbi depressivi e malanni.
Da un lato è naturale che arrivati a una certa età si decida di lasciare l’auto in garage (per chi ce l’ha) o di venderla direttamente.
Fino ad oggi, però, non si era mai indagato quale impatto lo smettere di guidare potesse avere sulla salute psicofisica dell’anziano.
Gli esperti americani hanno analizzato una vasta mole di dati a disposizione sull’argomento e riscontrato che non è solo il deterioramento della salute a causare l’addio alla guida, ma anche, viceversa, l’abbandono dell’auto a determinare un ulteriore deterioramento della salute psicofisica, una diminuzione delle funzioni cognitive ad esempio.
Da cinque dei 16 studi analizzati è emerso che smettendo di guidare quasi raddoppia per l’anziano il rischio di iniziare a soffrire di disturbi depressivi. Questo perché una volta che l’anziano smette di guidare, nella maggior parte dei casi non riesce più a continuare ad avere una vita sociale e delle funzioni sociali. In questo modo il declino fisico ma soprattutto psichico è dietro l’angolo.
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