ROMA – Fibromi uterini: cono i più diffusi tumori benigni al tratto genitale femminile. Colpiscono quattro donne su dieci tra i 35 e i 55 anni. Ancora non si conoscono le cause, ma si sono individuati alcuni fattori di rischio: precedenti in famiglia, obesità e nessuna gravidanza. Una speranza arriva dai modulatori del recettore del progesterone, usati in Europa ma non ancora in Italia.
I fibromi uterini sono una delle patologie più diffuse tra le donne. Nella metà dei casi non presentano sintomi gravi, ma nell’altra metà si verifica un eccessivo sanguinamento dell’utero, anemia, forti emorragie mestruali e perfino l’infertilità.
Un aiuto per combattere i fibromi arriva da una nuova classe di molecole, i modulatori del recettore del progesterone (SPRMs). Questi farmaci possono ridurre il volume dei fibromi eliminando gli effetti collaterali di altre terapie farmacologiche. Possono anche essere usati come trattamento precedente all’intervento chirurgico per alcuni sintomi anche gravi, come il sanguinamento. Il trattamento può durare fino a tre mesi. Al momento questa classe di molecole è autorizzata e usata in Europa, ma non in Italia. La speranza è che presto anche qui sia disponibile.
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