Terremoto Emilia Romagna21

Le foto dai paesi del terremoto “che non finisce mai”

29 Maggio 2012 - di lbriotti

MODENA – La terra trema al Nord, dall’Emilia alla Lombardia, trema ancora dopo 9 giorni, trema per ore (si parla di oltre 70 scosse) e sembra che continuerà ancora a tremare.

Il bilancio, provvisorio, delle vittime è salito a 15, oltre a 7 dispersi forse ormai sepolti sotto le macerie e 200 feriti assistiti dal 118. Le previsioni parlano inoltre di almeno 8mila sfollati, che si aggiungono ai 6mila della prima ondata di scosse. Le 15 vittime confermate al momento sarebbero tre a Mirandola, tre a San Felice sul Panaro, sei a Medolla, due a Concordia e uno a Novi. A questi si aggiunge anche un prete, Don Ivan Martini, che a Rovereto è morto per salvare una statuina della Madonna.

L’epicentro è stato localizzato in provincia di Modena. I Comuni più colpiti sono Cavezzo (completamente raso al suolo), Medolla, Mirandola, Novi di Modena, San Possidonio, San Prospero, Concordia sulla Secchia e San Felice sul Panaro. Cinquanta militari del Genio Ferrovieri di Bologna, con relativi mezzi, sono stati mobilitati per far fronte all’emergenza e si uniscono a quelli già in azione dai giorni scorsi.

E’ un terremoto anomalo questo del Nord, un terremoto che fa paura proprio perchè sembra non finire mai. Ci ha messo 9 giorni, il tempo di seppellire le 7 vittime della prima scossa, per farne una violenta come la prima. Le stime che sembrano gemelle. Un terremoto che sembra continuerà ancora per molto secondo quanto dice il sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato: “Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all’origine del terremoto e questo significa che le scosse potrebbero continuare per giorni”.

In tutta la zona tra Modena e Mantova, subito dopo il terremoto, i cellulari hanno smesso di funzionare. Per questo su Twitter gira l’appello: “Togliete le password alle reti wi-fi”. Problemi anche per le ferrovie. Trenitalia dice che la situazione va verso la normalità, anche se i passeggeri lamentano “forti ritardi e nessuna informazione”, soprattutto nelle aree colpite dal sisma. Nessun problema, invece, sulla rete autostradale.

Le Ferrovie dello Stato hanno diramato una comunicazione in cui parla di problemi sulle linee. Dopo oltre tre ore, “la situazione va verso la normalità”, anche se nelle stazioni, raccontano di “molti disagi”.

A Milano, a Bologna, a Firenze, a Genova le scosse hanno diffuso il panico e il Nord tutto ha deciso di evacuare gli uffici pubblici e le scuole. Ora si controllano gli edifici “a scopo precauzionale”, ripetono in quasi tutte le amministrazioni. Controlli per capire e verificare se, da domani, queste città potranno riprendere la normale attività dopo le nuove, forti, scosse di terremoto del 29 maggio.

Oltre a tutti i danni materiali, da conteggiare è soprattutto il danno economico sul lungo corso. Devastante è il costo umano, pesantissimo sarà il conto economico, non solo per chi ha subito le scosse, la paura, i danni, i lutti. Sarà un conto salatissimo per tutto il sistema economico italiano. Qualcosa che costringerà il governo Monti a rifare i suoi conti, i conti del Paese, i conti di tutti. Non solo le centinaia di milioni, forse il miliardo o due dei soccorsi prima e della ricostruzione poi, ricostruzione là dove è possibile e non sempre lo sarà. Questo è il bilancio, il costo di ogni terremoto e ogni governo ha in “portafoglio” fondi per situazioni simili purtroppo non rare in Italia.

(Foto LaPresse)

 

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