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Ragazza bruciata viva dall’Isis: “Si era rifiutata di fare sesso con jihadista”

LONDRA – Ragazza bruciata viva dall’Isis: “Si era rifiutata di fare sesso con jihadista”. Secondo quanto riportato da Metro, l’episodio è stato raccontato da Zainab Bangura, inviata Onu per i crimini sessuali nelle zone di conflitto, al suo rientro da un viaggio in Siria, Iraq, Turchia, Libano e Giordania, dove ha incontrato testimoni e vittime delle atrocità commesse dall’Is nei confronti delle donne siriane e irachene.

L’inviata parla di “atti sessuali estremi”, di cui sarebbero vittime le ragazze rapite. “Il gruppo terroristico denuda le giovani, esegue test di verginità, inviandole alle aste degli schiavi dopo che hanno attaccato i loro villaggi, spesso ucciso i loro mariti, padri e fratelli”, si legge sul sito.

“Ho lavorato in paesi come la Bosnia, il Congo, il Sud Sudan, la Somalia e la Repubblica Centrafricana – ha specificato la rappresentante delle Nazioni Unite – e non ho mai visto niente del genere. Questa inumanità è incomprensibile. Sono sconvolta, non riesco a capire”.

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