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“Race for cure”, in 70mila a Roma alla corsa contro il tumore al seno (foto)

ROMA – Domenica 18 maggio, è partita dal Circo Massimo la 15esima edizione della ‘Race for the cure’, la corsa dedicata alla sensibilizzazione per le malattie femminili, in particolare il cancro al seno: sono oltre 60 mila gli iscritti alla manifestazione che quest’anno partecipano alla mattinata di sport e di solidarietà. I corridori percorreranno via delle Terme di Caracalla, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, via degli Annibaldi, via Cavour, via dei Fori Imperiali, di nuovo via Celio Vibenna, via di San Gregorio per tagliare infine il traguardo a via dei Cerchi. A dare il via alla manifestazione il presidente della ‘Susan G. Komen’, Judy Salerno, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il sindaco di Roma Ignazio Marino con le madrine Rosanna Banfi e Maria Grazia Cucinotta.

“In Italia abbiamo una prevenzione e dunque una possibilità di guarigione a macchia di leopardo. Abbiamo regioni in cui si ha una maggiore copertura e regioni che da questo punto di vista si trovano molto indietro. Questa è una sperequazione che dobbiamo assolutamente colmare”. E’ quanto dichiara il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, arrivando a Race for the cure.

“Un’idea meravigliosa”, da “copiare anche per altri settori”. E’ il commento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine della corsa Race for the cure, a chi le chiede un parere sulla decisione della Regione Lazio di tenere fuori dai tetti di spesa delle strutture sanitarie il budget relativo a terapie oncologiche salvavita.

Marino, prevenzione aiuta donne e sistema sanitario – “Il tumore alla mammella per fortuna oggi è una malattia meno devastante di 30-40 anni fa. Tuttavia anche nel nostro Paese ci sono oggi in alcune regioni molti ritardi nelle diagnosi precoci”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino alla partenza della “Race for the cure” al Circo Massimo. “Ci sono regioni – ha aggiunto – dove solo il 17% delle persone a rischio vengono sottoposte a mammografia, mentre altre in cui addirittura il 90% riceve questo tipo di diagnostica. Io spero – ha proseguito Marino – che ci sia la consapevolezza che il tumore alla mammella è una malattia dalla quale si può guarire, ma bisogna fare la diagnosi e farla in tempo. E’ per questo che momenti come questo di stamattina sono utili per le donne e la nostra qualità della vita”.

Secondo il sindaco-chirurgo sarebbe un errore tagliare sulla prevenzione in un momento di crisi economica: “faccio un esempio chiaro: se una donna – ha spiegato – viene sottoposta ad un intervento chirurgico per un cancro di un centimetro probabilmente guarirà e ne avrà beneficio la donna e il Servizio sanitario nazionale. Ma se il tumore viene diagnosticato quando è di quattro centimetri e magari con una metastasi al fegato, quella donna probabilmente morirà e costerà almeno dieci volte tanto al Servizio sanitario. La prevenzione dunque – ha concluso il sindaco – è un beneficio per tutti, soprattutto per la qualità della vita, ma anche da punto di vista economico”.

(Foto LaPresse)

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