Mosca, le Pussy Riot si scusano per la “preghiera punk”

Maria Alekhina, Yekaterina Samutsevich, Nadezhda Tolokonnikova

(Foto LaPresse)

MOSCA – Le Pussy Riot sono apparse in Tribunale a Mosca dove hanno chiesto scusa per aver inscenato una “preghiera punk” contro Vladimir Putin nella cattedrale moscovita di Cristo il Salvatore.

Le tre ragazze esponenti di una band femminile russa, sono finite dietro le sbarre cinque mesi fa proprio per aver inscenato questa protesta. In Tribunale, hanno però respinto l’accusa di “teppismo”: “”E’ stato un errore dal punto di vista etico quello di portare il genere ‘preghiera punk’ in un tempio religioso, ma non pensavamo fosse offensivo”, hanno scritto le tre ragazze in un messaggio letto in aula, dove sono sotto processo per teppismo, accusa per cui rischiano sino a sette anni di carcere. Lo riportano le agenzia di stampa russe.

Nadezhda Tolokonnikova, Marija Alekhina ed Ekaterina Samutsevic, lo scorso 21 febbraio hanno intonato nella cattedrale, armate di chitarre e microfoni, una “preghiera punk” intitolata “Madre di Dio, caccia Putin!”. La chiesa ortodossa russa ha reagito duramente e ha promosso una linea forte intransigenza nei confronti delle Pussy Riot, criticate da più parti, ma allo stesso tempo considerate vittime di una reazione spropositata in termini di richiesta di condanna.

Potrebbero interessarti anche...