Miroslav Tichý, il fotografo delle donne che utilizzava la fotocamera di cartone

Miroslav Tichý, il fotografo delle donne 06

PRAGA – Miroslav Tichý (1926-2011) è stato un fotografo cecoslovacco in attività dal 1960 fino al 1985. Nella sua città natale di Kyjov, Tichý ha realizzato migliaia di foto utilizzando una macchina fotografica fatta in casa realizzata utilizzando scatole di scarpe, tubi di cartone, lattine, nastro adesivo, tappi di bottiglia e lenti in plastica lucidata col dentifricio.

Tichý era un autodidatta assoluto, un genio e un mattoche, oltre ad inventarsi la macchina fotografica, si era inventato anche uno stile particolare. La sua produzione è basata prevalentemente sulle donne immortalate, a loro insaputa, in piscine pubbliche, in strada, in situazioni banali di tutti i giorni. Per lui, le donne erano un oggetto scultoreo e  naturale. La maggior parte dei suoi soggetti non erano consapevoli di venire fotografati, forse anche per il fatto che la scatola di cartone utilizzata da Tichý non sembrava vera. Lo stesso Tichý provvedeva poi alle stampe, montando le immagini in passepartout di cartone fatti a mano.

Il laboratorio di Tichý era un angolo della casa in cui abitava, separato dal resto con pezzi di stracci, con la finestra offuscata per mezzo di un pennarello nero e una lampadina dipinta con vernice rossa. L’ingranditore era fatto dello stesso materiale riciclato con cui costruiva le sue macchine fotografiche. Tichý viveva tra cumuli di foto, topi e scarafaggi e a volte camminava sopra alle sue creazioni che venivano anche bruciate per scaldarsi.

Tichý, perseguitato come dissidente, si ritirò completamente dalla vita pubblica e dalla scena artistica. La sua scoperta avvenne solo nel 2008 grazie al critico Harald Szeemann. Oggi Tichý è un autore di culto assoluto  celebrato da musei come il Centre Pompidou di Parigi.

I suoi scatti non erano mai né sessisti, né indiscreti. Oggi una di queste foto può costare anche 10mila euro. Le straordinarie immagini di fortuna, sfocate, rare, sporche e schizofreniche di Miroslav Tichý, sono ora disponibili per tutta l’estate, in una sezione speciale della Sesta Edizione della Biennale di Praga.

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