Caccia aperta al killer della scuola ebraica: Tolosa a lutto

Minuto di silenzio per le vittime della sparatoria a Tolosa 04

TOLOSA – Un corteo silenzioso, dolente, quello che alle 11 della mattina del 20 marzo si è  messo in fila per l’omaggio, nel cortile del Capitole, il Campidoglio di Tolosa, alle vittime della strage della scuola ebraica. Tutte le scuole del paese, alle 11, hanno osservato un minuto di silenzio e il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato che la Francia farà tutto il possibile per prendere l’autore del massacro.

Una caccia all’uomo di dimensioni mai viste si è scatenata nel sud-ovest del paese, sulle tracce del misterioso killer che ha ucciso prima dei soldati e poi ha fatto strage in una scuola ebraica. Sono le conseguenze della dichiarazione di passaggio al livello ”scarlatto” del piano antiterrorismo Vigipirate, un procedimento mai adottato nella regione e al quale si ricorre in presenza di una ”minaccia gravissima e certa”.

I corpi di Jonathan Sandler, insegnante di religione, dei suoi figli Gabriel e Arieh, di 4 e 5 anni, più quello di Myriam Monsonego, 7 anni, figlia del rabbino e direttore della scuola Ozar Hatorah, verranno trasferiti attorno a mezzogiorno all’aeroporto di Tolosa e imbarcati su un Transall C-160 di stato che li sta già aspettando e che si dirigerà su Parigi.

Dalla capitale, le salme partiranno per Gerusalemme, dove i funerali sono in programma domani 21 marzo. Setacciare il terreno e non sottovalutare nessun elemento nella caccia al nemico pubblico numero uno: questa la missione di 14 poliziotti coordinati da specialisti della polizia e dei gendarmi, coordinati personalmente dal ministro dell’Interno, Claude Gueant, che rimarra’ a Tolosa – su indicazione del presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy – fino a quando la missione sarà compiuta.

Nuovi elementi sono intanto giunti a preoccupare Gueant e i 40 ”superflic” della direzione Dnat (antiterrorismo) arrivati da Parigi di rinforzo ai colleghi di Tolosa. Innanzitutto la piccola telecamera che – ha annunciato Gueant – l’uomo avrebbe avuto ”sul petto, attaccata ad una tracolla”. E’ un elemento che preoccupa ancora di più la polizia, perché è la dimostrazione della freddezza e dei piani inimmaginabili di una specie di ”terminator”, come lo definiscono qui a Tolosa. Si tratta di lavoro per i ”profiler”, gli specialisti dell’individuazione del carattere e del tipo di killer, coadiuvati in queste ore da specialisti di Internet che stanno passando al setaccio tutti gli indirizzi Ip del sito di vendite on line tramite il quale il killer aveva attirato uno dei militari uccisi, facendogli credere che avrebbe comprato la sua moto.

In mano agli inquirenti c’è poco: i filmati della videosorveglianza della scuola, che danno qualche indicazione sulla corporatura, il modo di camminare e lo scooter utilizzato. Su quest’ultimo particolare – si tratta di uno Yamaha T-max 500 cc – resta in piedi l’interrogativo sul colore: sarebbe lo stesso rubato ad inizio marzo e utilizzato per gli agguati ai militari, ma in quei casi era nero, alla scuola era di colore bianco.

(Foto Ap/LaPresse)

 

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