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Ad un anno dallo tsunami, il Giappone ricorda le vittime

TOKYO (GIAPPONE) – L’11 marzo del 2011, alle 14.46 ora locale (le 7.26 di mattina in Italia), è cambiata la storia del Giappone. Un terremoto di magnitudo 9 e un successivo potentissimo tsunami si sono abbattuti sulla parte settentrionale del Paese asiatico lasciando circa 19mila morti e dispersi ma, soprattutto, provocando la più grave crisi nucleare della storia del mondo dopo Chernobyl.

Il Giappone, domenica 11 marzo si è fermato per ricordare la tragedia non ancora finita, con le bandiere a mezz’asta e con una cerimonia al Teatro nazionale di Tokyo a cui hanno partecipato l’imperatore Akihito e il premier Yoshihiko Noda.

Nella città di Fukushima è stato invece il governatore Yuhei Sato a guidare gli eventi commemorativi. La città che ospita la centrale colpita dal disastro, a un anno di distanza, non è ancora sicura, secondo gli esperti di Greenpeace che hanno rilevato livelli radioattivi molto superiori a quelli precedenti all’11 marzo 2011.

La zona di esclusione nucleare, venti chilometri di perimetro intorno alla centrale, potrebbe rimanere non abitata per decenni a causa dei livelli di radiazione a oggi riscontrati. Decine di migliaia di persone sono state evacuate in un anno, tra cui bambini per i quali si cerca di ricostruire aree e spazi ludici e di formazione. Come in quella mattina dell’11 marzo la vita di tutto il Giappone si è così fermata per un minuto di silenzio.

Le immagini delle commemorazioni in ricordo delle vittime del terremoto e dello tsunami (foto LaPresse)

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