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“C’era una volta a New York”, Marion Cotillard prostituta nel 1920

ROMA – Ellis Island, la porta dell’America dove i sogni hanno inizio…oppure s’infrangono. Nella New York degli anni ’20, con la fotografia che vira sul seppia, i bassifondi del Lower East Side sono putridi e soprattutto pericolosi se calcati da una giovane donna bella e senza un cent in tasca. E’ una bellissima atmosfera d’epoca quella che James Gray restituisce allo spettatore nel melodramma C’era una volta a New York, titolo italiano di The Immigrant, presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes e con un cast d’eccezione con la star francese, il premio Oscar, Marion Cotillard e Joaquin Phoenix e Jeremy Renner, in sala dal 15 gennaio da Bim in un’ottantina di copie.

C’è il sogno dell’America, l’emancipazione a tutti i costi ”e oggi come cento anni fa il sogno, le difficoltà e i pregiudizi sono gli stessi”, racconta il regista James Gray che ha dato forma ai suoi ricordi, alle sue origini di famiglia di ebrei russi immigrati proprio in quegli anni. Vecchie fotografie del nonno che arrivò a Ellis Island nel 1923 lo hanno colpito, affascinato e infine spinto a fare questo film. ”Mi sono ispirato alle foto d’epoca ma soprattutto alla tradizione del melodramma, mi piaceva, come in Suor Angelica di Puccini, raccontare una storia emozionante di coraggio, una donna che è vittima ma anche artefice del suo destino e fare un film che ne rappresentasse la bellezza”.

E bellissima è Marion Cotillard che illumina dalla prima all’ultima scena con un tocco speciale. C’era una volta a New York segue le vicende dolorose di Ewa Cybulski (Marion Cotillard) che dalla Polonia con la sorella Magda arriva a New York. Alla visita medica la sorella viene trovata affetta da tubercolosi e trasferita all’ospedale di Ellis Island. A lei invece viene contestato di non avere modo di mantenersi in quanto l’indirizzo di parenti cui fare riferimento risulta sconosciuto e inoltre pesa su di lei una segnalazione di prostituzione. Mentre sta per essere espulsa, viene notate e affidata ad uno strano personaggio, Bruno (Joaquin Phoenix), che si spaccia come aiutante di immigrati in difficoltà ma poi si scoprirà avere un giro di giovani immigrate europee illegali che si prostituiscono nell’ambiente degli spettacoli di varietà di Manhattan. Ewa non ne vuole sapere ma la prospettiva di restare in America, trovare i soldi per far uscire la sorella dell’isolamento, la convincono a cedere.

Bruno s’innamora, a suo modo, di Ewa e quando a lei si avvicina il prestigiatore Orlando (Jeremy Renner) impazzisce di gelosia. La storia si fa sempre più drammatica, una discesa nell’inferno in cui c’è spazio per il perdono che arriva sul finale da Ewa mentre con la sorella si avvia verso la California dove ricomincerà una nuova vita. La Cotillard, stella del cinema francese, premio Oscar per La vie en rose, grande talento ormai d’esportazione, ha recitato ogni scena in polacco e dice: ”Questo e’ per James un film molto personale, intimo, il ritratto di una donna attraverso cui pero’ si legge tutta un’epoca”.

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