Parrucchieri e centri estetici, quando riaprono e cosa c’è da sapere

negozio di parrucchieri

Quando riaprono parrucchieri e centri estetici? Sul Dpcm firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte, sembra che almeno per il momento dovremo affidarci ancora al fai da te in casa.

Anche dopo il 4 maggio, infatti, resteranno “sospese le attività inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti”.

Parrucchieri, centri estetici e servizi alla persona dovranno aspettare ancora un po’.

Una data su cui si può sperare è quella del 1 giugno.

Data, tuttavia, da prendere assolutamente con le pinze in quanto tutto verrà deciso nei prossimi giorni anche in base alla curva dei nuovi contagi.

Parrucchieri, centri estetici e tutti i negozi che prevedono contatto diretto tra cliente e personale, infatti, sono ad alto rischio.

Per questo motivo, anche quando riapriranno dovranno adottate misure particolarmente rigide di sicurezza.

Sanificazioni di locali, materiali monouso, mascherine e guanti per personale e clienti.

Molto probabilmente, si potrà andare solo dopo aver preso appuntamento. Non saranno più consentite attese nel salone di bellezza.

Parrucchieri, orari serali

Altra idea in cantiere, gli orari dilatati, flessibili. Si potrebbe andare dal parrucchiere anche la sera.

In una nuova quotidianità in cui saranno indubbiamente meno i clienti serviti ogni ora, sarà imprescindibile uno sforzo da parte dei centri di bellezza nel dilatare gli orari di apertura.

La gestione delle prenotazioni e la capacità dei saloni di riorganizzarsi e ridistribuire il flusso di clienti lungo fasce più ampie della giornata o in giorni della settimana meno affollati, costituirà un elemento determinante per superare la crisi.

La piega costerà di più? Forse

Soprattutto se ci si vorrà assicurare uno degli appuntamenti più ambiti, il venerdì o il sabato.

Giampiero Marinò, ceo di Uala, spiega che potrebbe essere una opzione.

“Le strategie potrebbero essere due. Così come paghiamo di più un aereo o un treno nel weekend, così potremmo vedere maggiorati i costi del trattamento negli orari più ambiti.

Oppure i saloni potrebbero decidere di far spostare la domanda sui giorni generalmente più liberi, anche con promozioni aggressive”.

Altra idea è il coworking: i saloni potrebbero decidere di condividere spazi più grandi, mettendo a disposizione team più numerosi e capaci di coprire fasce orarie più ampie.

Questo anche per far fronte all’inevitabile crollo del fatturato causato dalla quarantena.

Palestre e piscine, c’è ancora attesa

“Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”: si legge nel Dpcm sulla Fase 2 firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte.

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