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One Direction a Milano: fan in delirio, genitori disperati

ROMA – Un miliardo di dollari. È il giro di affari del solo anno 2014 stimato da Business Insider per gli One Direction. Una cifra da capogiro che la famosissima boy band riuscirà a racimolare tra i 470 milioni di dollari che vengono dai biglietti venduti, 300 milioni tra album, cd, download e streaming, 150 milioni incassati al cinema, 65 milioni del merchandising e 15 milioni della vendita dei dvd.

Il “giro” delle boy band, in effetti, sembra essere notevolmente prosperoso. Ernesto Assante su Repubblica analizza la “ricca” questione e scrive:

“Chi volesse davvero diventare ricco, oggi, nel mondo della musica, dovrebbe riuscire a mettere su una bella boy band. I Backstreet Boys nel 1999 guadagnarono 60 milioni di dollari, superando i Rolling Stones. I Take That continuano a guadagnare, solo nel 2012 hanno incassato oltre 70 milioni di dollari, i New Kids on the Block, celebri negli anni Ottanta, sono arrivati quest’anno a incassare in America 10 milioni di dollari pur non essendo più “boy” sotto nessun punto di vista. Il giro di affari complessivo delle boy band, secondo Forbes, si aggira oggi attorno ai 2 miliardi di dollari, contando band del presente e del passato, nuove star e ragazzi attempati ancora in circolazione, decine di gruppi e artisti”

Certo, mettere su una band può sembrare un gioco da ragazzi ma non è così. Si legge su Repubblica

Alla base di tutto c’è la musica, canzoni spensierate e sentimentali, da ballare o ascoltare a tutto volume. Poi c’è il resto, le facce dei ragazzi, il loro stile, la simpatia, la loro amicizia, vendute assieme a un ecosistema di gadget. Prodotto commerciale, dunque, ma con un “plus” inafferrabile che solo le ragazzine conoscono, e che fa scegliere loro una band invece che un’altra decretandone il successo assoluto”.

E gli One Direction hanno fatto bingo. Carini, maliziosi, fascinosi, e un mood nelle canzoni che fa impazzire le ragazze di tutto il pianeta. Come scrive Ernesto Assante:

“Secondo Forbes Liam Payne, Harry Styles, Louis Tomlinson, Niall Horan e Zayn Malik hanno, solo in Inghilterra, guadagnato ognuno 15 milioni di sterline nel 2013, cifra che dovrebbe raddoppiare quest’anno. Secondo l’Ipfi, l’associazione mondiale dei produttori, sono gli artisti che lo scorso anno hanno guadagnato di più al mondo, superando Eminem, Justin Timberlake, Bruno Mars e Katy Perry. Nessuno nel campo delle boy band aveva fatto tanto e in quattro anni”

Questa boy band “dalle uova d’oro” lascia letteralmente in visibilio le fan. Il 28 giugno scorso la band delle meraviglie era a Milano per una data del loro concerto. E i papà che hanno accompagnato le “directioner” (così si chiamano le fan degli One Direction) erano disperati. Più delle figlie che piangevano allo stadio i propri idoli.

Un vero e proprio reportage a firma di Andrea Cuomo per il Giornale racconta lo strazio dei papà che, per amore delle figlie, le hanno accompagnate al concerto:

“Lo confesso. Sono il papà di una «directioner». Non ho fatto nulla per meritare un simile destino”

Questo e molto altro. Non sono pochi i commenti dei genitori disperati:

“Un uomo dall’aria mite esibisce una t-shirt azzurra con la scritta, in inglese: «Papà di una Directioner, ti pre­go 1D sposa mia figlia ». Pover uo­mo. Poveri tutti noi”

Uno dei papà racconta:

“Il pranzo in autogrill invece che un momento di tregua diven­ta una liturgia «dire­zionale ». Sosta verso Piacenza, nel ristoran­te ragazze si aggirano con vassoi pieni di quasi niente (la fame è poca, gli 1D sono me­glio di Dukan) scorta­ti da scodinzolanti ge­nitori invece affamati assai. Giochiamo a ri­conoscere le directio­ner ma il passatempo perde presto interes­se: sono tutte directio­ner o sventurati con­giunti (un’altra pre­ce). Short, maglietta 1D, braccialetto. Col­piscono gli sguardi delle ragazze: fissi, lu­gubri, scavati dalla tensione. Non si salu­tano tra loro, non c’è condivisione, la guer­ra è guerra. A stasera, ripeto, non ci arrivia­mo. Ecco Milano. La superiamo. Sosta a Olgiate Olona, dove ab­biamo l’albergo, poi dai genitori dell’altra ragazza a Busto Arsi­zio, in auto a Lampugnano e di lì a piedi a San Siro. Piove. Mia fi­glia dice, con un filo di voce: sono le directioner che non sono potu­te venire che piangono. Dopo un po’ esce il sole. Faccio lo spirito­so: questi sono i genitori di quel­le directioner che sorridono. Ri­do da solo. Siamo in tanti. I geni­tori portano ombrelli, riempio­no di raccomandazioni giovani figlie in fiore decisamente nel pallone, le lasciano ai cancelli (il nostro è l’ingresso 3) poi restano in zona. Il Baretto è sempre più pieno. Abbiamo già preso due caffè. Dallo stadio arrivano boati infantili. Ce la facciamo una bir­retta? “

Foto: Pagina Facebook One Direction

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