Perché gli asparagi rendono l'urina maleodorante

Perché gli asparagi rendono l’urina maleodorante

24 Giugno 2022 - di Silvia

Se c’è un cibo che non dovrebbe mai mancare nella tua cucina sono gli asparagi. Sono un alimento versatile, che può essere consumato crudo o cotto, da solo o in abbinamento ad altri cibi, come un risotto o una frittata. L’sparago è una fonte di vitamine C, K e B9 (folati). Contiene anche antiossidanti, fibre che promuovono la digestione e minerali essenziali come calcio, magnesio e ferro. Il re delle verdure, appunto. Per una tazza (134 grammi) di prodotto crudo ci sono 27 calorie, poi 3 grammi di proteine, <1 grammo di grasso, 5 grammi di carboidrati, 3 grammi di fibra, 3 grammi di zucchero.

Dopo averli mangiati potresti sviluppare però sperimentare la “pipì di asparagi”, ovvero urina maleodorante. Non è certamente un termine medico, ma il fenomeno è diffuso, come avrete avuto modo di testare mangiandoli. Ma perché fanno puzzare la tua pipì così tanto? Si tratta del risultato della normale digestione, quindi non c’è bisogno di preoccuparsi. L’asparago contiene un composto chimico chiamato acido asparagusico. Quando lo mangi, il tuo corpo scompone questa sostanza chimica in composti contenenti zolfo.

Questi composti, insieme ad altri prodotti di scarto, vengono quindi escreti attraverso l’urina, provocando pipì odorosa. Le molecole contenenti zolfo vaporizzano a temperatura ambiente, consentendo loro di spostarsi facilmente dall’urina all’aria, afferma Louloudis. Ecco perché potresti ritrovarti ad arricciare il naso prima ancora di tirare lo sciacquone e sentire ancora l’odore nelle urine circa 15-30 minuti dopo aver mangiato la verdura. L’odore sgradevole potrebbe persistere fino a 14 ore.

La durata esatta dipende da diversi fattori, per esempio la quantità di verdura che hai mangiato e la frequenza con cui fai pipì. Se bevi molto, potresti urinare più frequentemente, eliminando alla fine i composti maleodoranti più rapidamente. In ogni caso non c’è da preoccuparsi per l’odore. E’ solo il frutto di un processo naturale. Foto di Pezibear da Pixaba.

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