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Birra e pizza non fanno ingrassare: parola del dietologo

Birra e pizza non fanno ingrassare: parola del dietologo. Se non si esagera con le quantità e si pone attenzione ad alcuni particolari, per esempio la qualità della birra e la buona digeribilità dell’impasto, è possibile cedere a una delle accoppiate culinarie più apprezzate dagli italiani.

Una buona pizza dev’essere lievitata per almeno 24 ore, l’impasto deve essere elastico e realizzato con una farina ad alto contenuto proteico. Quando il piatto arriva sulla nostra tavola, la pizza non deve essere cruda, come spesso capita quando ci si accorge che la sua crosta è tutt’altro che cotta.

Come spiega a VanityFair.it Nicola Sorrentino, medico specialista in scienza dell’alimentazione:

“L’idea che una pizza accompagnata da una birra fresca sia un pasto ipercalorico va sfatata. La birra è una bevanda naturale priva di grassi e povera di sodio e con basso tenore alcolico. Lo stesso vale per la pizza: la Marinara, la Margherita o la Napoletana apportano in genere tra le 400 e le 800 calorie. Meno di un piatto di tagliatelle al ragù o di un’insalata tipo niçoise con un panino. Anzi, una Marinara con le acciughe non supera le 500 kcal ed è un piatto sano e completo da un punto di vista nutrizionale”.

Stante il fatto che pizza e birra possono andare a braccetto, ci si può sbizzarrire sugli accostamenti.

“Tra gli abbinamenti più classici c’è la pizza Margherita con una Pils ben luppolata” spiega sempre a Vanity Marco Bolasco, gastronomo esperto di birra.

“Non dimentichiamo l’incontro tra la speziatura intensa di una Weizen e la Marinara, una delle nostre pizze più antiche, da riscoprire. Mentre la Quattro Formaggi, nata al Nord ma amata anche al Sud, è perfetta se accompagnata da una Ale”.

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