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Nascono i Lego per le bambine… ma sono la versione “semplificata”

ROMA – Dopo decenni che Barbie con il suo stereotipo di bambolona bella e stupida ha traviato migliaia di bambine (che quando diventano donne si sentono sempre inadeguate nel proprio fisico non proprio da modella) ancora ci sono aziende che ci rifanno. Questa volta sotto accusa non è la Mattel ma la Lego. Ebbene sì, avete capito bene, l’azienda dei mattoncini che tanto hanno colorato la nostra infanzia.

Beh, l’azienda svedese sostiene che le bambine non sono tanto affezionate ai Lego (ma non è vero!!) e quindi ha deciso di creare una linea tutta per loro. Fin qui nulla da dire. La linea è ovviamente rosa e fucsia e ha tutto quello che può eccitare una bambina: ‘Lego Friends’ (così si chiama) propone cinque ragazze (in carriera) vestite alla moda, con lunghi boccoli e la vita sottile. Ci sono la bionda, la mora, la rossa, l’asiatica e l’afro-caraibica. Mia, Stephanie, Olivia, Andrea e Emma vivono in una “casa dei sogni” nella cittadina di fantasia Heartlake-City, girano in cabriolet e si rilassano in un caffè del centro. Il tutto è equipaggiato da un set di “dolci” accessori: mini frullatori, mini banconote, mini asciugacapelli, mini tazze da tè e mini animali con grossi occhi da cerbiatto.

In molti, tra genitori e femministe, sono saltati sulla sedia alla presentazione di questo nuovo gioco, definendolo “sessista” perché dà alle bimbe un’immagine della donna fuorviante. Sul giudizio, fin qui, si può essere d’accordo o contrari ma andando avanti nella descrizione della nuova linea di Lego ci si rende conto che l’aberrante del ‘Lego friends’ è ben altro. Non sono le belle facce delle pupazze, non è il colore rosa e non sono i dolcetti… suvvia, dopo decenni di Barbie ancora ci stiamo a scandalizzare? Per un  bambino basta accendere la tv per avere stereotipi ben peggiori.

Il punto, però, è che a ben guardare il “sessismo” sta nel fatto che questo modello “femminile” dei Lego sembra essere stato pensato per delle bambine… sceme. Perché nel ‘Lego friends’ non c’è quasi nulla da costruire e, a differenza della versione ‘standard’, i mattoncini sono di meno, sono più grandi e persino più semplici da far combaciare. E noi ci stiamo ad arrabbiare per il colore rosa??? Il messaggio è chiaro: alle bambine non piacciono i Lego perché sono troppo difficili per loro, ecco a voi la modalità “semplificata”, adatta anche alle giovani (e sceme) donne.

Lady V

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