ROMA – Vanessa Scialfa era una ragazza come tante ed è morta per un raptus di gelosia, come poteva capitare a tante donne nel mondo. Ecco perché la sua storia ha fatto tanto effetto, ancora di più di quanto “normalmente” potrebbe farne una ragazza uccisa per gelosia.
Vanessa è morta per una “colpa” non colpa, quella di aver pronunciato nell’intimità il nome del suo ex Alessandro. Non necessariamente un attestato di amore ancora vivo, semmai un errore dettato dall’abitudine di pronunciare negli anni sempre un nome a ripetizione. Un errore su cui si può discutere, su cui ci si può arrabbiare ma che sicuramente non può e non deve mai portare alla morte.
In un’epoca in cui purtroppo non ci si stupisce più di nulla per fortuna ci colpisce ancora la morta di una giovane donna, una donna che potrebbe essere chiunque di noi, di quelle che si confondono nella folla, che ci camminano accanto in metro o per strada. Il perché sia accaduto un fatto così atroce è di per sè imperscrutabile, di certo la violenza sulle donne è in aumento, e si deve dire, una volta per tutte, basta.
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