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Amici 2014 serale, Deborah Iurato: “Lavoravo in supermercato, ho vinto per papà”

Roma – Amici 2014, è Deborah Iurato a vincere la tredicesima edizione del talent show. Grande potenza vocale e tecnica uniti alla capacità di far emozionare il pubblico e trasmettere emozioni: è questo il mix vincente che ha portato Deborah a vincere Amici 2014, riuscendo a battere anche i grandi favoriti Dear Jack, primo gruppo musicale che è riuscito a sbancare in un talent show.

E invece Deborah ce l’ha fatta e si è portata a casa la vittoria durante una finale con il botto: 24,62% di share, 5 milioni e 300mila teleamici e 13milioni e 600mila persone che hanno seguito la puntata per almeno un minuto. Una finale in cui Deborah ha lasciato tutti senza fiato, con una duttilità di voce sorprendente, una capacità canora che non ha lasciato spazio ai Dear Jack, seppure molto bravi anche loro. Ora tocca a lei giocarsela, a soli 21 anni, ha l’opportunità di lasciare il segno.

Intervistata da Paolo Giordano per il Giornale, Deborah si racconta. Racconta le sue emozioni, le sue impressioni, e parla del suo futuro. Ancora non ci crede, Deborah, di aver sbaragliato i Dear Jack, tanto amati soprattutto dal pubblico più giovane:

Deborah chi?
«Deborah di 21 anni che arriva da Ragusa e che ha scelto questo programma perché pensava di potersi arricchire sia professionalmente che umanamente».

Missione compiuta?
«Maria De Filippi è ormai la mia mamma famosa. Ma la vittoria la dedico alla mamma vera e al papà che, come me, neppure ci credono quando vedono le mie foto con la statuetta della vittoria».

Molti dei telespettatori non conoscono la sua storia.
«Vengo dalla provincia, ho finito le superiori e poi mi sono messa a lavorare in un supermercato».

Cassiera come Giusy Ferreri?
«No, ero in pasticceria o gastronomia o dovunque ci fosse da mangiare…».

Dopotutto molti l’hanno criticata per la sua linea un po’, diciamo, oversize.
«È cambiata anche quella, forse ridotta».

Dopo il supermercato?
«Ho lavorato come orafa e come orologiaia. Mio padre faceva il carrozziere e aveva perso il posto di lavoro e io ho cercato di dare una mano in famiglia».

È ancora disoccupato?
«Sì. Ed è stata una motivazione in più per me. Finivo di lavorare alla sera, poi andavo a cantare a un matrimonio, tornavo a casa alle 3 di notte e alle 8 andavo a lavorare».

Sembra una storia scritta apposta.
«Venite voi a farla, questa vita. Anzi venga chi non ci crede. Queste sono cose che accadono nella vita reale, non nella finzione. E io, che vengo da un paese piccolo, talvolta anche mentalmente piccolo, lo so bene».

Ha scelto un talent show per fuggire dalla realtà?
«Non ho scelto un talent show. Ho scelto Amici perché ho pensato che fosse l’unica possibilità per crescere sia professionalmente che umanamente».

Tutti dicono così ma poi provano a fare tutti i casting in circolazione.
«Io ho partecipato solo a quello di Amici».

Risultato?
«Qui dentro, nella scuola, ho trovato le forze che non credevo di avere. Mi hanno criticato, sono cresciuta. Anche durante le puntate del serale, quando cantavo brani in italiano mi dicevano che ero di ghiaccio. Niente partecipazione. Niente complicità. Erano accuse che mi ferivano, mi facevano star male, di notte non ci dormivo».

Addirittura.
«Una volta ho portato in una sfida Anche un uomo, un brano di Mina molto complesso, e sono stata ricoperta di critiche. Allora mi sono impegnata e ho lavorato per fare cambiare idea a tutti, al pubblico e ai critici».

E ora?
«Ora boh! Non so che cosa accada. Il mio disco è prodotto da Mario Lavezzi e mai avrei pensato di arrivare a tanto. Perciò adesso non ho la più pallida idea di che cosa mi aspetti. Andrò in giro, canterò, farò gli in store, mi metterò al servizio di ciò che mi ha portato fino a qui».

Cioè?
«La voglia di riscattarmi attraverso la musica».

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