Viaggi

Il borgo in Italia dove il tempo si è fermato (qui puoi dormire come nel Medioevo)

Nel cuore pulsante dell’Abruzzo, si cela un tesoro medievale che ha saputo resistere all’incedere del tempo e delle trasformazioni.

Questo piccolo borgo, adagiato a 1.251 metri sul livello del mare, rappresenta uno degli esempi più significativi di conservazione storica e rigenerazione territoriale attraverso il modello innovativo dell’albergo diffuso.

Non si tratta di un museo a cielo aperto, bensì di un centro abitato ancora vivo, che ha mantenuto intatta l’anima medievale pur adattandosi alle esigenze del turismo contemporaneo. Le antiche abitazioni in pietra, le strette viuzze e le piazzette silenziose costituiscono lo scenario di un’esperienza unica: dormire in camere e suite ricavate da case storiche, arredate con travi a vista, mobili d’epoca e camini originali, permette di immergersi totalmente in un’atmosfera d’altri tempi, ma con il comfort moderno.

La rinascita del borgo è stata resa possibile soprattutto grazie all’impegno imprenditoriale di Daniele Kihlgren, che dal 1994 ha avviato il progetto di recupero conservativo trasformando Santo Stefano in un modello esemplare di turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale. Questo progetto ha attirato l’attenzione internazionale, facendo diventare il borgo meta ambita per visitatori interessati alla qualità e autenticità.

Cosa vedere e vivere a Santo Stefano di Sessanio

L’ingresso al borgo può avvenire attraverso la suggestiva Porta di Santa Maria, punto di partenza per una passeggiata tra vicoli che raccontano storie di secoli passati. Le botteghe artigiane offrono prodotti locali come tessuti in lana, ceramiche e specialità gastronomiche, contribuendo a mantenere viva l’economia tradizionale.

Poco fuori dal centro storico si trova la Chiesa della Madonna della Pietà, un luogo di spiritualità immerso in uno scenario naturale che regala panorami sorprendenti. Dal borgo, inoltre, si può ammirare il maestoso profilo del Gran Sasso, la vetta più alta degli Appennini, il cui aspetto cambia con il passare delle ore regalando emozioni sempre nuove.

Per gli amanti della natura, Santo Stefano è la base ideale per escursioni verso l’altopiano di Campo Imperatore, noto come il “Piccolo Tibet” per le sue distese di prati e la suggestione del paesaggio. I sentieri estivi si prestano a trekking, ciclismo e passeggiate panoramiche, mentre in inverno il territorio si trasforma in un paradiso per gli appassionati di sport invernali, nonostante le temperature rigide e frequenti nevicate che caratterizzano il clima montano.

Sapori autentici e tradizioni culinarie (www.ladyblitz.it)

La gastronomia locale è un viaggio nelle radici della cultura abruzzese. Da non perdere le lenticchie di montagna, presidio Slow Food, piccole e nutrienti, coltivate sulle terrazze intorno al borgo. Il pecorino abruzzese stagionato offre un sapore intenso, perfetto per accompagnare i tradizionali arrosticini, spiedini di carne di pecora cotti alla brace, simbolo della cucina locale.

Tra i dolci, le ferratelle rappresentano una delizia tipica, insieme ad altre preparazioni che si legano alle feste e alle ricorrenze locali, come la minestra di ceci e castagne a Natale o le sagnette al sugo di agnello per la festa patronale del 3 agosto.

Tra storia millenaria e rigenerazione sostenibile

Le origini di Santo Stefano di Sessanio risalgono all’epoca romana, quando era conosciuto come Sextantio, nome derivato dalla distanza di sei miglia romane da Peltuinum, importante crocevia commerciale. Nel Medioevo, il borgo si sviluppò attorno a una torre di avvistamento normanna, poi trasformata in simbolo rinascimentale sotto la guida dei Medici dal 1579 al 1743, periodo in cui la zona raggiunse il massimo splendore grazie al commercio della lana “carfagna”.

Nonostante i danni subiti durante il terremoto del 2009, che distrusse la storica Torre Medicea, simbolo del paese, il restauro concluso nel 2021 ha restituito al borgo il suo elemento di riconoscibilità. La configurazione urbanistica a nido d’aquila, con case-mura e abitazioni su più piani, testimonia l’antica funzione difensiva e il rapporto intimo con il territorio montano.

Roberto Arciola

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Roberto Arciola

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