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“The Mission”, partecipanti: compenso da 700 euro al dì. Polemica

ROMA – Polemiche a non finire sul prossimo reality di Rai 1 “The Mission“. L’ultima è stata scatenata da numerosi botta e risposta tra il direttore di rete Giancarlo Leone e il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico. Tra i due, infatti, non vi è proprio aria di accordo.

Se Giancarlo Leone infatti difende il nuovo format, ritenendolo una buona occasione per la Rai ad aprirsi a nuovi orizzonti e nuovi temi ancora inesplorati, Roberto Fico continua a ritenere il reality, che inserisce un personaggio famoso all’interno di un vero campo profughi, altamente speculativo.

La mazzata finale è arrivata  quando Roberto Fico ha reso noto il compenso giornaliero dei personaggi famosi (tra cui un confermatissimo Al Bano) protagonisti del reality: ben 700 euro al giorno. Leone dal canto suo si difende dichiarando che, a conti fatti, non sono poi tanti.

Scrive Antonella Luppoli su Libero Quotidiano:

“Ci siamo chiesti allora cosa comprendesse la categoria «rimborso spese» e pare si tratti del «necessario » per stare circa due settimane in mezzo ai profughi come volontari. «Non sono tanti», dice Giancarlo Leone a Libero. Vero, ma sono sicuramente più di quanta guadagni un abitante del Congo, del Sudan o del Mali – queste alcune delle location scelte dalla produzione – in una giornata. Anzi, probabilmente in un mese. In sostanza, la Rai darà ad Al Bano o a Emanuele Filiberto di Savoia (sicuramente parte del cast) una cifra che un cittadino africano può solo sognare”.

Eppure Giancarlo Leone non la pensa allo stesso modo:

In totale non sono più di 10 mila euro a testa. Per quanto riguarda il cachet dei partecipanti al social format non è ancora stato deciso nulla. Potrebbe esserci o non esserci, ne parleremo più avanti. Magari decideranno di dare quei soldi in beneficenza. Comunque sarà in linea con l’obiettivo del programma” ha dichiarato.

Il progetto del format, si legge su Libero Quotidiano,

“È quello di raccontare la complessa e dura realtà delle missioni umanitarie. O almeno così ce lo hanno venduto sin dall’inizio. Ogni puntata costerà più o meno 400 mila euro, cifra certamente auspicabile per coloro che hanno scelto di fare del mestiere del volontario la propria ragione di vita. «È molto meno di altre prime serate su Raiuno», ribatte Leone e noi ci fidiamo, anche se qualche malpensante ha avuto da ridire anche su questo. «Si tratta comunque di un programma televisivo, non dimentichiamolo», aggiunge ancora il direttore di Raiuno. Appunto. Basta non farlo passare come una dose di solidarietà improvvisa e gratuita. Tra le altre cose, la Commissione di vigilanza Rai poco tempo fa aveva avanzato anche un’altra richiesta, respinta in toto dalla Rai. Fico e company avrebbero voluto visionare le puntata prima della messa in onda visto il delicato contesto in cui il format si sviluppa. Dopo averlo detto in un’intervista a Prima Comunicazione, Giancarlo Leone lo ribadisce categoricamente anche a noi: «Questa ipotesi non la prendiamo neppure in considerazione. Creerebbe un precedente sconvolgente nella storia della televisione. Non succedeva neppure negli anni in cui davvero esisteva la censura cinematografica». E conclude: «Dopo la messa in onda potranno fare e dire ciò che vogliono, prima no»”.

Intanto, il cast si sta piano piano formando e le indiscrezioni e le voci di corridoio corrono veloci:

“Oltre al cantante Al Bano (che parteciperà con le sue due figlie Cristel e Romina jr) e il principe Emanuele Filiberto di Savoia, saranno parte del programma anche la showgirl Paola Barale, la giornalista Candida Morvillo e l’attore Francesco Pannofino. I ben informati inoltre ci dicono che prossimi alla partenza per la Giordania sono l’attore Cesare Bocci, il vice di Luca Zingaretti nella serie Montalbano, e la conduttrice Lorena Bianchetti”.

 

3 risposte su ““The Mission”, partecipanti: compenso da 700 euro al dì. Polemica”

Questi VOLGARI PARASSITI HANNO TROVATO IL SOLITO MODO DI SCROCCARE SOLDI AI CITTADINI, IRRIDENDO IL VOLONTARIATO VERO E FACENDOSI LA SOLITA PUBBLICITA’, DATO CHE LE LORO “QUALITA’ ” (SE NE HANNO MAI AVUTE) NON BASTANO PIU’.

Le missioni umanitarie sono legate all’impegno dei tanti volontari. Fare trasmissioni televisive tipo reality è sperpero di danaro pubblico.

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