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Orange is the new black, la serie tv frontiera di diritti civili e LGTB

ROMA – “Orange is the new black” ovvero, l’arancione è il nuovo nero, il nuovo colore di tendenza. E per arancione, si intende quello delle divise carcerarie delle protagoniste dell’omonimo telefilm che ha avuto grande successo negli USA.

La trama è incentrata nel carcere femminile di Litchfield e intreccia le storie intriganti di amori e odi tra donne.

Renato Franco analizza il nuovo fenomeno televisivo sul Corriere della Sera, sottolineando come questa specie di “Grande Fratello carcerario” sia diventato già un fenomeno sociale e riferimento per la comunità omosessuale:

“Così la trans Laverne Cox — per la prima volta una transgender (vera) è nel cast protagonista di una serie — ha conquistato la copertina di Time , indicata come simbolo della «nuova frontiera per i diritti civili in America». «Mi sono sentita una donna per la prima volta in terza elementare. La maestra all’epoca disse a mia madre: ‘Signora, suo figlio finirà a New Orleans vestito da donna’ — ha spiegato Laverne Cox —. I tempi sono cambiati. Oggi rispetto a quando sono cresciuta io, puoi sentirti meno solo grazie a Internet. E penso che anche sui media le giovani trans possano trovare più modelli a cui accostarsi rispetto al passato»”

Da queste rivelazioni a diventare vera e propria icona del mondo LGTB (ovvero la sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) il passo è breve. Lei, come altre protagoniste della serie:

“A partire dalle due interpreti principali, la bionda Taylor Schilling e la bruna Laura Prepon, che se usasse ancora appendersi i poster in camera, sarebbero nelle stanze di molte telespettatrici. Ad alimentarne ancora di più la popolarità della serie tv è stata anche la recente rivelazione di una delle autrici, Lauren Morelli, che ha raccontato di aver scoperto di essere gay proprio scrivendo la sceneggiatura di Orange is the new black . Ha vissuto 30 anni da eterosessuale, si è pure sposata e poi? «Cinque mesi dopo il mio matrimonio — ha scritto lei stessa sul sito PolicyMic — sono andata a New York per la produzione del mio primo episodio di Orange , e da quel momento la mia vita ha preso un ritmo parallelo con la storia di Piper in un modo che è diventato da interessante a terrificante nel giro di pochi mesi». La scrittura come analisi di gruppo: «Era il mio primo lavoro e ho subito scoperto che la stanza degli scrittori era un luogo straordinariamente intimo: condividevamo dettagli sui nostri rapporti personali o sulla nostra infanzia, segreti di cui, in altre situazioni, ci saremmo vergognati, ma quello era il materiale che avrebbe arricchito il telefilm». Così l’epifania: «Attraverso Piper e Alex, le due protagoniste, avevo dato voce ai miei desideri e avevo immaginato come sarebbe potuto essere il mio futuro»”

La serie tv è pronta ad approdare, da settembre, sul canale Mya di Mediaset Premium. Racconta le vicende di Piper Chapman (Taylor Schilling), condannata a scontare 15 mesi di prigione per aver trasportato una valigia piena di soldi per conto di Alex Vause (Laura Prepon), una trafficante di droga internazionale un tempo sua amante. Le due, ovviamente, finiscono nello stesso carcere…

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