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Diabete, quali sono gli effetti collaterali meno noti

Il diabete è una malattia cronica molto diffusa in Italia. Secondo le ultime stime dell’ISS, più del 5% della popolazione italiana ne soffre. Inoltre, quasi il 20% soffre di un disturbo del metabolismo del glucosio. Si tratta di un disturbo molto diffuso con prevenzione e diagnosi precoce fondamentali per il trattamento.

Come spiegano gli esperti, infatti, l’aumento cronico del glucosio (dovuto a una diagnosi tardiva per esempio) produce complicazioni croniche che colpiscono, soprattutto, i vasi sanguigni. Sia quelli grandi (del cuore, cervello e arti inferiori), sia quelli piccoli (principalmente reni, retina e quelli che mantengono l’ossigenazione dei nervi periferici).

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Ma perché si verificano?

Il meccanismo con cui avvengono tutte queste alterazioni è sempre lo stesso: il glucosio costantemente alto è dannoso per la parete dei vasi, innescando una reazione infiammatoria difensiva da parte dell’organismo. Questo porta ad una perdita di elasticità delle arterie e al loro progressivo restringimento. Questo causa una diminuzione del flusso sanguigno, che può favorire la formazione di coaguli (trombi) che possono ostruire i vasi e provocare un infarto.

Vediamo allora gli effetti collaterali meno conosciuti (ma non meno importanti) del diabete. 

Diabete, complicazioni macrovascolari

  • Cuore. Una minore circolazione nelle arterie coronarie può portare ad attacchi di cuore, aritmie e insufficienza cardiaca. Inoltre, poiché possono essere colpiti i nervi di queste arterie, il dolore caratteristico dell’angina può essere impercettibile o assente, passando inosservato. Pertanto, le persone con diabete hanno da 2 a 6 volte il rischio di morte per eventi cardiovascolari e 2,5 volte più probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca.
  • Cervello. Il diabete aumenta il rischio di ictus di 4 volte. Questo perché il progressivo restringimento dei vasi cerebrali riduce l’irrigazione dei neuroni, che può causare ictus e deterioramento cognitivo (demenza vascolare).
  • Circolazione periferica degli arti inferiori . Il diabete è una delle prime cause di amputazione non da trauma dovuta alla progressiva riduzione della circolazione nelle arterie distali delle gambe. A livello precoce, ciò provoca un ritardo nella guarigione delle ferite e, nei casi avanzati, ulcere difficili da guarire che possono portare all’amputazione.

Complicazioni microvascolari

  • A livello dei reni. Il 50% dei diabetici ha un’insufficienza renale cronica, che può portare alla necessità di dialisi e persino a un trapianto di rene.
  • A livello della retina. Fino a un terzo delle persone con diabete soffre di retinopatia, la principale causa di cecità acquisita.
  • A livello dei vasi che nutrono i nervi periferici. La mancanza di nutrienti e di ossigeno a questi nervi (principalmente nelle gambe) influisce sulla sensibilità, riducendola e aumentando così il rischio di lesioni che possono portare a ulcere e amputazioni. Oppure aumentandolo, promuovendo la necessità di assumere farmaci per ridurre il dolore.

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Diabete, la prevenzione il miglior trattamento

Gli esperti di tutto il mondo assicurano che il modo migliore per prevenire il verificarsi di queste complicazioni è la prevenzione, una diagnosi precoce del diabete e un trattamento adeguato per evitare elevati livelli di glucosio.