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Diabete, 3 cose da fare per dimezzare il rischio

Il diabete è una malattia in cui c’è aumento nel sangue dei livelli di glucosio per un deficit della quantità e, spesso, nell’efficacia biologica dell’insulina, ormone che controlla la glicemia nel sangue.

In Italia ci sono almeno 4 milioni di diabetici: il diabete di tipo 1 colpisce 500mila persone, quello di tipo 2 oltre 3 milioni e mezzo.

Un’ampia fetta di persone con diabete di tipo 2 (circa il 30%) non sa di avere la malattia.

Tre step per cercare di non ammalarsi di diabete.

Uno studio ha mostrato che per le persone ad alto rischio di diabete basterebbe fare tre cose per contrastare la patologia.

Perdere 2-3 chili. Mantenere il peso raggiunto per almeno due anni. Incrementare l’attività fisica per dimezzare il rischio di ammalarsi.

Questi i tre punti che emergono dallo studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine.

Condotta tra Norfolk e Norwich University Hospital e University of East Anglia, la ricerca mostra la possibilità di prevenire il diabete con piccoli cambiamenti nello stile di vita.

Gli esperti hanno seguito per un tempo medio di otto anni oltre 1000 persone ad alto rischio di ammalarsi di diabete.

Con glicemia a digiuno alta (valori compresi tra 100 e 126 mg/dl di sangue), una condizione denominata ‘prediabete‘, il rischio aumenta di circa il 50% di ammalarsi di diabete vero e proprio nel giro di soli 5 anni.

Una parte dei partecipanti ha perso 2-3 chili e aumentato di poco i livelli di attività fisica, mantenendo i risultati raggiunti per almeno due anni.

Rispetto al gruppo di controllo che ha continuato a condurre la vita di sempre, i partecipanti che sono riusciti a dimagrire un poco e a muoversi di più presentavano un rischio praticamente dimezzato (-47%) di ammalarsi di diabete.

In altri termini, una ogni 11 persone ad alto rischio che adottino questi modesti cambiamenti negli stili di vita, non si ammala.

“Finora non c’era la sicurezza della reale efficacia di un programma di prevenzione del diabete di tipo 2 basato sugli stili di vita nella popolazione con prediabete”, spiega uno dei coordinatori del trial clinico, Mike Sampson. 

“Abbiamo mostrato un effetto significativo di questo intervento e siamo molto ottimisti del fatto che perdere poco peso e incrementare l’attività fisica nella vita reale sortisca profondi effetti sul rischio di ammalarsi di diabete”, specifica.
    
“Questo studio ha il pregio di evidenziare che è possibile prevenire il diabete nei soggetti ad elevato rischio di malattia (prediabete) con lievi ma durature modifiche nel proprio stile di vita”, commenta Purrello, ordinario dell’Università di Catania.

“Una lieve ma costante perdita di peso, piccole ma giornaliere variazioni in abitudini comportamentali (fare le scale a piedi, posteggiare lontano dalla propria destinazione finale, interrompere la sedentarietà anche a casa ogni uno-due ore) aiutano a prevenire la malattia”, sottolinea.