ROMA – L’Unione dei Giovani Avvocati ha criticato Ligabue per le parole utilizzate contro la categoria nella canzone “Il muro del suono“, contenuta nell’album “Mondovisione“. Il pezzo in questione sarebbe: “La giustizia che aspetti è uguale per tutti ma le sentenze sono un pelo in ritardo / avvocati che alzano il calice al cielo sentendosi Dio”. Ora proprio loro, gli avvocati, chiedono una spiegazione al rocker, dal quale non è arrivata risposta.
In base a quanto riportato dal Tempo, l’Unione in una nota avrebbe scritto: «Nelle ultime settimane siamo stati sommersi dalle richieste di intervento dei Colleghi di tutta Italia in ordine al brano “Il muro del Suono”, all’interno dell’album “Mondovisione” del cantante Sig. Luciano Ligabue, in cui appare filtrare una rappresentazione della figura dell’avvocato, a nostro parere, demagogica e non collimante con la realtà. (…) Ci riferiamo alla correlazione della frase “la giustizia che aspetti è uguale per tutti, ma le sentenze sono un pelo in ritardo” con quella seguente “Avvocati che alzano il calice al cielo sentendosi Dio”».
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