Los Angeles (California) – Justin Bieber contro i paparazzi, il giovane divo non si arrende e fa appello contro la sentenza del giudice che ha rigettato le accuse mosse nei confronti del fotografo che gli ha dato la caccia su un’autostrada di Los Angeles. Il ricorso, depositato ieri alla corte, sostiene che il giudice Thomas Rubinson abbia commesso un errore quanto il mese scorso ha respinto le due accuse di reato previste dalla legge del 2010 ‘anti-paparazzi’ della California. La sentenza aveva prosciolto Paul Raef, fotografo freelance, in quanto la legge del 2010, in base alla quale era stato accusato, è troppo ampia e viola il Primo emendamento della Costituzione americana.
Per il giudice avrebbe creato “un pericoloso precedente”, rendendola applicabile anche ad altre categorie e comprendendo chiunque cerchi notizie. La nuova legge californiana aumenta la pena già prevista per guida pericolosa per coloro che vanno a caccia di immagini a scopo di lucro, ma Rubinson ha precisato che potrebbe essere applicata anche ai fotografi di matrimoni e a molte altre professioni. Il reato è punibile con sei mesi di carcere e una multa da 2.500 dollari e sotto questa legge non era ancora mai stato incriminato nessuno fino a Raef.
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